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Giovedì 14 novembre 2013 - 19:56

Salute: didattica e formazione, chirurghi plastici in aiuto all’Africa

(ASCA) – Roma, 14 nov – Malformazioni congenite, danni datrauma o da precedenti operazioni, cura di ustioni, cicatricie tumori della pelle. Nei paesi in via di sviluppo lachirurgia plastica riveste un ruolo importante, anche se sitratta di una disciplina praticamente assente, anche nellestrutture sanitari di alto livello. Il numero di patologiemalformative o post-traumatiche e’ tuttavia molto alto: perquesto l’Associazione Italiana di Chirurgia Plastica Estetica(Aicpe) ha creato AICPEonlus, un sodalizio no profit dedicatoprincipalmente a questo obiettivo. Nata l’anno scorso,AICPEonlus sta pianificando un’attivita’ costante in diversiPaesi: per il 2014 l’obiettivo e’ centrato nell’OspedaleSaint Jean de Dieu in Togo, Africa, dove si sta realizzandoil primo Progetto di Chirurgia Plastica umanitaria nei paesiin via di sviluppo, declinato in diversi step.

”AICPEonlus e’ nata con l’intento di sostenere in modoconcreto i soci che sono impegnati in prima persona inprogetti in giro per il mondo grazie ad altre associazioni divolontariato – afferma il presidente Claudio Bernardi,chirurgo plastico -. Per riuscirci abbiamo realizzato unaOnlus dedicata, con lo scopo di gestire i fondi raccolti” .

L’attivita’ di missioni umanitarie periodiche di chirurgiaplastica nasce nel 2007 su iniziativa personale dello stessoClaudio Bernardi, con il progetto ”Un sorriso in piu”’ diAVITA. ”Da allora, diversi chirurghi plastici vi hannopreso parte, rendendo le missioni piu’ articolate eaumentando le nostre prestazioni sia quantitativamente, siaqualitativamente” afferma Bernardi.

AICPEonlus vuole affiancare e potenziare il progettoiniziale, raggiungendo l’obiettivo di tre missioni umanitarieper l’anno 2014. ”In particolare – spiega il dottore – ilnostro impegno sara’ rivolto ad incrementare non solamentel’attivita’ curativa e assistenziale, ma sempre di piu’ anchequella didattica-formativa del personale locale”. A breve, verra’ acquistato del materiale da spedireall’ospedale in Togo, tra cui armadi per la custodia delleattrezzature da utilizzare durante le missioni, strumentarichirurgici specifici della nostra branca e audiovisivi pereventuali lezioni o corsi formativi. Verra’ anche istituitoun piccolo fondo per poter garantire interventi chirurgici ecure anche ai pazienti piu’ indigenti.

red/mpd

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