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Giovedì 14 novembre 2013 - 18:26

Italia-S.Sede: Napolitano e Papa insieme contro insensibilita’ sociale

(ASCA) – Roma, 14 nov – L’uno in aiuto dell’altro,vicendevolmente. Puo’ essere questa la lettura del colloquioche oggi il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano epapa Francesco – nell’ambito della visita ufficiale delpontefice in Italia – hanno avuto al Quirinale, nello Studioalla Vetrata. Un faccia a faccia durato probabilmente oltrela mezz’ora da programma (Francesco e’ arrivato al Colle conotto minuti di anticipo) e nel corso del quale, fanno sapereambienti vicini al Capo dello Stato, c’e’ stato uno scambiodi confidenze, una riflessione sui problemi che siaNapolitano che Francesco si trovano ad affrontare neirispettivi ruoli. Questo essere consapevoli del difficile momento che, pursotto aspetti diversi, sia l’uno che l’altro si trovano asostenere emerge con chiarezza anche nei due interventipubblici, svolti dopo il colloquio privato. Napolitano eFrancesco vanno oltre i discorsi di rito e i soliti richiamial Concordato, fanno passare in secondo piano l’analisi -alla base sempre di ogni contatto istituzionale e formale trai due Stati – sulle modalita’ della presenza della Chiesa sulterritorio italiano. La stella polare, il punto diriferimento – in particolare del pontefice – sono gli’ultimi’ (i senza lavoro, i senza tetto, i malati terminali,gli immigrati clandestini, coloro che vivono in condizioni dipoverta’) e quella rete di solidarieta’ ancora palpabile inItalia. Ma non solo, le dichiarazioni pubbliche – inparticolare quella del Capo dello Stato – sono servite ancheper intervenire nuovamente sul degrado della nostra politica,sul clima avvelenato che ormai la caratterizza con sullosfondo le piaghe della corruzione e dei ”piu’ meschiniparticolarismi”. L’uno ha preso come sponda l’altro per rendere piu’ forteil proprio ragionamento. Il Papa parla della ”quotidianacollaborazione” tra Stato e Chiesa in Italia ”al serviziodella persona umana in vista del bene comune”. Il momentoattuale e’ segnato dalla crisi economica, che ha ”tra glieffetti piu’ dolorosi una insufficiente disponibilita’ dilavoro”. Si deve puntare, afferma Francesco, alla”costruzione di un ordine civile piu’ umano e piu’giusto”.

In questo senso il Papa riferisce di avere visto a Lampedusa,in occasione della sua visita all’isola siciliana,”l’encomiabile testimonianza di solidarieta’ di tanti che siprodigano nell’opera di accoglienza” degli immigrati. Piu’in generale Francesco auspica che l’Italia, ”attingendo dalsuo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappiatrovare nuovamente la creativita’ e la concordia necessarieal suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e ladignita’ di ogni persona”. Chiudendo il suo intervento ilpontefice fa una aggiunta al testo, che lascia intenderequale sia l’importanza che attribuisce al Presidente dellaRepubblica: ”Mi e’ particolarmente gradito infine associarmialla stima e all’affetto che il popolo italiano – e anche io(e’ questa l’aggiunta – ndr) – nutre per la sua persona”.

Il discorso di Napolitano e’, dal suo canto, un continuorimando all’azione pastorale, al messaggio che arriva dalPapa. Il Capo dello Stato – premettendo che il Concordato”ha rafforzato l’unita’ nazionale” e che alla base dellerelazioni tra Chiesa e comunita’ politica devono esserci”distinzione di ambiti” e ”collaborazione” – sottolineal’importanza di avere ospitato oggi (per la prima volta inuna visita del genere) personalita’ del ”mondo dellasolidarieta’ verso i poveri, i sofferenti, gli ‘ultimi’, alei cosi’ cari”. Napolitano attacca ”l’insensibilita’sociale, l’egoismo, il piu’ spregiudicato tornacontopersonale” e chiede che questo venga combattuto con ”ivalori del messaggio cristiano, innanzitutto quellodell’amore per gli altri”. La politica, sottolinea, ”ha ladrammatica necessita”’ di ”recuperare partecipazione,consenso e rispetto, liberandosi dalla piaga della corruzionee dai piu’ meschini particolarismi”. Cio’, ne e’ convintoNapolitano, ”puo’ riuscire solo rinnovando le proprie basiideali, sociali e culturali. E credo che la politica – dicerivolto al Papa – possa trarre uno stimolo nuovo dal suomessaggio e dalle sue parole”. Ancora, per uscire dalla”tumultuosa pressione e dalla gravita’ dei problemi” conuna quotidianita’ ”stravolta da esasperazioni di parte in unclima avvelenato e destabilizzante”, Napolitano chiede chesi persegua ”la cultura dell’incontro, che ella amainvocare” e con alla base ”la sua invocazione ‘Dialogo,dialogo, dialogo”’.

Non sono mancati, ritornando al colloquio, riferimentiparalleli ad Italia e Argentina. Sempre secondo quanto fannosapere ambienti del Quirinale, Napolitano e Francesco hannoparlato delle esperienze politiche e di governo dell’Italia edell’Argentina ed e’ stato questo uno scambio moltodisinteressato, distaccato e storico sulle esperienze, sullaevoluzione dei due Paesi dalla seconda guerra mondiale inpoi.

fdv Italia-S.Sede: Napolitano e Papa insieme controinsensibilita’ sociale (ASCA) – Roma, 14 nov – L’uno in aiutodell’altro, vicendevolmente. Puo’ essere questa la letturadel colloquio che oggi il Presidente della Repubblica GiorgioNapolitano e papa Francesco – nell’ambito della visitaufficiale del pontefice in Italia – hanno avuto al Quirinale,nello Studio alla Vetrata. Un faccia a faccia duratoprobabilmente oltre la mezz’ora da programma (Francesco e’arrivato al Colle con otto minuti di anticipo) e nel corsodel quale, fanno sapere ambienti vicini al Capo dello Stato,c’e’ stato uno scambio di confidenze, una riflessione suiproblemi che sia Napolitano che Francesco si trovano adaffrontare nei rispettivi ruoli. Questo essere consapevoli del difficile momento che, pursotto aspetti diversi, sia l’uno che l’altro si trovano asostenere emerge con chiarezza anche nei due interventipubblici, svolti dopo il colloquio privato. Napolitano eFrancesco vanno oltre i discorsi di rito e i soliti richiamial Concordato, fanno passare in secondo piano l’analisi -alla base sempre di ogni contatto istituzionale e formale trai due Stati – sulle modalita’ della presenza della Chiesa sulterritorio italiano. La stella polare, il punto diriferimento – in particolare del pontefice – sono gli’ultimi’ (i senza lavoro, i senza tetto, i malati terminali,gli immigrati clandestini, coloro che vivono in condizioni dipoverta’) e quella rete di solidarieta’ ancora palpabile inItalia. Ma non solo, le dichiarazioni pubbliche – inparticolare quella del Capo dello Stato – sono servite ancheper intervenire nuovamente sul degrado della nostra politica,sul clima avvelenato che ormai la caratterizza con sullosfondo le piaghe della corruzione e dei ”piu’ meschiniparticolarismi”. L’uno ha preso come sponda l’altro per rendere piu’ forteil proprio ragionamento. Il Papa parla della ”quotidianacollaborazione” tra Stato e Chiesa in Italia ”al serviziodella persona umana in vista del bene comune”. Il momentoattuale e’ segnato dalla crisi economica, che ha ”tra glieffetti piu’ dolorosi una insufficiente disponibilita’ dilavoro”. Si deve puntare, afferma Francesco, alla”costruzione di un ordine civile piu’ umano e piu’giusto”.

In questo senso il Papa riferisce di avere visto a Lampedusa,in occasione della sua visita all’isola siciliana,”l’encomiabile testimonianza di solidarieta’ di tanti che siprodigano nell’opera di accoglienza” degli immigrati. Piu’in generale Francesco auspica che l’Italia, ”attingendo dalsuo ricco patrimonio di valori civili e spirituali, sappiatrovare nuovamente la creativita’ e la concordia necessarieal suo armonioso sviluppo, a promuovere il bene comune e ladignita’ di ogni persona”. Chiudendo il suo intervento ilpontefice fa una aggiunta al testo, che lascia intenderequale sia l’importanza che attribuisce al Presidente dellaRepubblica: ”Mi e’ particolarmente gradito infine associarmialla stima e all’affetto che il popolo italiano – e anche io(e’ questa l’aggiunta – ndr) – nutre per la sua persona”.

Il discorso di Napolitano e’, dal suo canto, un continuorimando all’azione pastorale, al messaggio che arriva dalPapa. Il Capo dello Stato – premettendo che il Concordato”ha rafforzato l’unita’ nazionale” e che alla base dellerelazioni tra Chiesa e comunita’ politica devono esserci”distinzione di ambiti” e ”collaborazione” – sottolineal’importanza di avere ospitato oggi (per la prima volta inuna visita del genere) personalita’ del ”mondo dellasolidarieta’ verso i poveri, i sofferenti, gli ‘ultimi’, alei cosi’ cari”. Napolitano attacca ”l’insensibilita’sociale, l’egoismo, il piu’ spregiudicato tornacontopersonale” e chiede che questo venga combattuto con ”ivalori del messaggio cristiano, innanzitutto quellodell’amore per gli altri”. La politica, sottolinea, ”ha ladrammatica necessita”’ di ”recuperare partecipazione,consenso e rispetto, liberandosi dalla piaga della corruzionee dai piu’ meschini particolarismi”. Cio’, ne e’ convintoNapolitano, ”puo’ riuscire solo rinnovando le proprie basiideali, sociali e culturali. E credo che la politica – dicerivolto al Papa – possa trarre uno stimolo nuovo dal suomessaggio e dalle sue parole”. Ancora, per uscire dalla”tumultuosa pressione e dalla gravita’ dei problemi” conuna quotidianita’ ”stravolta da esasperazioni di parte in unclima avvelenato e destabilizzante”, Napolitano chiede chesi persegua ”la cultura dell’incontro, che ella amainvocare” e con alla base ”la sua invocazione ‘Dialogo,dialogo, dialogo”’.

Non sono mancati, ritornando al colloquio, riferimentiparalleli ad Italia e Argentina. Sempre secondo quanto fannosapere ambienti del Quirinale, Napolitano e Francesco hannoparlato delle esperienze politiche e di governo dell’Italia edell’Argentina ed e’ stato questo uno scambio moltodisinteressato, distaccato e storico sulle esperienze, sullaevoluzione dei due Paesi dalla seconda guerra mondiale inpoi.

fdv/

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