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Mercoledì 13 novembre 2013 - 12:08

Immigrati: Coldiretti, nel 2012 nei campi +3% nonostante crisi

(ASCA) – Roma, 13 nov – Aumenta nel 2012 del 3% rispettoall’anno precedente il numero dei lavoratori stranieri neicampi italiani che, nonostante la crisi, si confermano essereuna importante fonte di occupazione anche per le categoriepiu’ deboli. E’ quanto emerge da un’analisi Coldiretti che hacollaborato alla realizzazione del Dossier statisticoimmigrazione Caritas e Migrantes. Sono 320mila gli immigrati,provenienti da ben 168 diverse nazioni, che – sottolinea laColdiretti – hanno trovato regolarmente lavoro in agricolturanel 2012.

L’apporto del lavoro straniero – continua la Coldiretti -diventa dunque sempre piu’ determinante in agricoltura erappresenta ben il 25 per cento del totale delle giornate dilavoro dichiarate dalle aziende, che risultano di poco sottoquota 25,6 milioni, con una leggera riduzione rispettoall’anno precedente. I lavoratori immigrati impegnati inagricoltura – precisa la Coldiretti – hanno una eta’ media di35 anni e mezzo e per ben il 72% sono di sesso maschile.

I primi 12 paesi di provenienza rappresentano l’87,2% deltotale dei lavoratori stranieri (Romania 117.240, India27.789, Marocco 26.220, Albania 24.624, Polonia 20.423,Bulgaria 15.100, Tunisia 12.445, Slovacchia 9.893, Macedonia9.235, Senegal 5.738, Moldavia 5.478, Ucraina 4.722). Alivello provinciale – continua la Coldiretti – le prime 15provincie per numero di lavoratori stranieri assorbono il50,6 per cento della totalita’ degli stranieri operanti inagricoltura (Foggia 6,4%, Bolzano 5,7%, Verona 5,3%, Trento4,2%, Latina 4%, Ragusa 4%, Cuneo 3,3%, Cosenza 2,8%, Salerno2,7%, Ravenna 2,6%, Reggio Calabria 2,2%, Forli’-Cesena 2%,Matera 1,9%, Brescia 1,8%, Ferrara 1,8%).

C’e’ dunque la presenza di veri e propri distrettiproduttivi di eccellenza del ‘Made in Italy’ che possonosopravvivere solo grazie al lavoro degli immigrati, dallestalle del Nord dove si munge il latte per il ParmigianoReggiano alla raccolta delle mele della Val di Non, dalpomodoro del meridione alle grandi uve del Piemonte.

I lavoratori stranieri – conclude la Coldiretti -contribuiscono in modo strutturale e determinanteall’economia agricola del Paese e rappresentano unacomponente indispensabile per garantire i primati del ‘Madein Italy’ alimentare nel mondo su un territorio dove vaassicurata la legalita’ per combattere inquietanti fenomenimalavitosi che umiliano gli uomini e il proprio lavoro egettano una ombra su un settore che ha scelto con decisionela strada dell’attenzione alla sicurezza alimentare eambientale.

red/rus

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