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Martedì 12 novembre 2013 - 11:32

Inflazione: Cia, ortofrutta frena corsa prezzi ma consumi fermi al palo

(ASCA) – Roma, 12 nov – I prodotti agricoli, in particolarefrutta e verdura, frenano a ottobre la corsa dei prezzi, mail carrello della spesa non decolla. I consumi restano alpalo per una crisi che ha tagliato il potere d’acquisto degliitaliani. Basti ricordare che oggi due famiglie su treriescono ad arrivare a fine mese solo con notevoli sacrificie ‘tagli’ alla spesa. Anche quella per il cibo. Lo sottolineala Cia-Confederazione italiana agricoltori in riferimento aidati sui prezzi al dettaglio diffusi oggi dall’Istat.

Dai campi – osserva la Cia – e’, quindi, venuto un colpodi freno (-0,2% rispetto allo scorso mese di settembre) cheriporta i listini al consumo (specie sul fronte del ‘fresco’che registra un calo dello 0,8%) su livelli piu’ accessibili,anche se alcuni prodotti trasformati rimangono ancora cari.

Comunque, sempre molto al di sotto delle quotazioni raggiuntenegli ultimi mesi, visto che l’aumento in ottobre e’ statoappena dello 0,3%. La flessione al dettaglio dei prezzi degli alimentari nonlavorati – sottolinea la Cia – e’ principalmente imputabilealla diminuzione congiunturale dei listini della frutta (meno3,5%) e dei vegetali freschi (meno 1,4% e addirittura meno6,7% in termini tendenziali). E questo nonostante ledifficolta’ del settore primario, che sta scontandopesantemente le ‘bizze’ del clima, tra i danni delle recentialluvioni sui campi, le variazioni obbligate dei calendaristagionali e i ritardi nelle raccolte. Per non parlare deicosti aziendali.

Dalle analisi di mercato si rileva – rimarca la Cia – cheanche il capitolo alimentare, che dovrebbe essere il piu”resistente’ alle spirali recessive, e’ contagiato dallacaduta generale dei consumi, con un calo del 4% da inizioanno. D’altronde, proprio per risparmiare, ben il 65% dellefamiglie compara i prezzi con molta piu’ attenzione; il 53%gira piu’ di un negozio alla costante ricerca di sconti,promozioni e offerte speciali; il 42% privilegia le grandiconfezioni o ‘formati convenienza’; il 32% abbandona i grandibrand per marche sconosciute e prodotti di primo prezzo; il24% ricomincia a fare cucina di recupero con gli avanzi dellacucina.

red/rus

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