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Lunedì 11 novembre 2013 - 13:55

Crisi: Unhcr, nel mondo 46,5 mln in fuga. In Italia 8 mln in apprensione

(ASCA) – Roma, 11 nov – Nel mondo 46,5 milioni di persone -tra rifugiati, apolidi e sfollati – sono state costrette afuggire dalle proprie case. In Italia, invece, quasi 18milioni di italiani, se potessero, cambierebbero subitovita.

Inoltre, piu’ di 8 milioni di connazionali dichiarano disentirsi in apprensione per la stabilita’ della loro vita.

Uno su tre, infatti, si sveglia con la paura di perderequello che ha e sono sopratutto le donne a temere di perderele proprie certezze. E’ quanto emerge al sondaggio realizzatodalla Doxa per l’Unhcr in occasione del rilancio di ‘Routineis Fantastic’, la campagna di sensibilizzazione e raccoltafondi quest’anno dedicata alla protezione di 20 milioni didonne rifugiate.

Secondo il sondaggio, 17,8 milioni di italiani vorrebberomodificare radicalmente la propria condizione e lasciarsialle spalle la vita attuale. Sono aumentati di 3,3 milioni inun anno gli italiani che abbandonerebbero per sempre lapropria routine nonostante il numero di quanti si dichiarinoancora soddisfatti e fortunati di cio’ che hanno – l’80%degli intervistati – sia alto e invariato dal 2012. E’ lacrisi e i suoi effetti negativi a far cambiare in peggio laquotidianita’ per 1 italiano su 2.

Il 37% ha infatti dovuto ridurre i consumi e comprare benipiu’ economici, il 10% esce meno di casa, il 9% ha rinunciatoalle vacanze e il 6% usa meno l’auto preferendo i mezzipubblici. Il 28% degli intervistati tiene in considerazionechi vive in poverta’ e ha scoperto che in tempi di crisiridurre lo spreco e’ un valore positivo. Sono soprattutto legiovani donne tra i 15 e i 40 anni, con figli e che vivono alsud e nelle isole ad aver subito gli effetti piu’ duri dellacrisi economica. Le paure che si affacciano ogni mattina danno il senso diquesto cambiamento: 1 italiano su 3 si sveglia con il timoredi perdere tutto quello che ha costruito. Ad alimentare lasensazione di incertezza che accumuna l’Italia da Nord a Sudper la stragrande maggioranza (60%) e’ il ”sensod’insicurezza legato alla situazione politico-sociale delnostro Paese”, e la paura di perdere il posto di lavoro(20%). E sono sempre le donne a sentire il peso maggiore ditanta instabilita’, oltre 8 milioni dichiarano la loroapprensione per la propria vita. Sono infatti gli affetti familiari, la salute, lasicurezza personale e il lavoro a contare piu’ di ogni altracosa nel sentirsi sereni nella propria routine di tutti igiorni. Cala l’attaccamento agli oggetti della vitaquotidiana, considerati tutti un po’ meno indispensabili. Inun anno i beni che danno la cadenza giornaliera alla nostravita – cellulare, tv e radio, prodotti cosmetici, orologio,giornali – sono diventati tutti meno importanti neldeterminare il benessere degli italiani. ”Lo studio mostra bene quanto per gli italiani, e per ledonne in particolare, siano importanti le certezze e quantooggi cresca il timore di perderle – commenta FedericoClementi, responsabile della raccolta fondi dell’Unhcr. Esono proprio le sicurezze quotidiane – la casa, gli affetti,l’istruzione – quello che le donne e le bambine rifugiateperdono e che la campagna ‘Routine is Fantastic’ vuolerestituire grazie alla generosita’ degli italiani”. Il sondaggio amplia poi la panoramica alla situazionemondiale: la meta’ circa dei rifugiati, infatti, 7,3 milionisu 15,3 milioni complessivi (dati 2012), sono donne eappartengono quindi alle categorie piu’ fragili evulnerabili. Quasi 1 milione di donne ha infatti subi’toviolenza sessuale e abusi nei 5 paesi nei quali si sonoconsumate alcune fra le piu’ gravi crisi umanitarie degliultimi due decenni (dal Congo alla Bosnia, dalla Sierra Leoneal Rwanda, al Kosovo); 287 mila donne, 1 ogni 2 minuti,muoiono ogni anno nel cercare di dare alla luce il propriofiglio; fino ad oggi l’Oms stima che tra i 100 e i 140milioni di donne abbiano subi’to durante l’infanziamutilazioni genitali femminili, che aumentano notevolmente ilrischio di perdere la vita, soprattutto al momento delparto.

red/gc

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