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Giovedì 7 novembre 2013 - 14:45

Salute: Pediatri ospedalieri, nuove malattie in corsia e nuove sfide

(ASCA) – Roma, 7 nov – Cambiano le necessita’ di cura nonsolo degli adulti, ma anche dei bambini che vengono assistitiin ospedale. Se le malattie acute predominavano fino adalcuni decenni fa oggi si assiste a un costante aumento diquelle croniche con tutto quello che cio’ comporta anche intermini di sostenibilita’. E’ quanto emerge dal VI CongressoNazionale della Societa’ Italiana di Pediatria Ospedaliera(SIPO) in corso a Roma. ”Negli anni – dichiara FrancescoParavati, Presidente della SIPO – e’ mutata l’epidemiologiadelle malattie pediatriche: quelle infettive impattano menorispetto al passato sulle risorse per l’assistenza. Talipatologie, tra le principali cause di morte infantile nellaprima meta’ del secolo scorso, sono in calo vertiginoso,anche grazie alle strategie preventive vaccinali e allemigliori terapie”. Fanno tuttavia capolino le malattie ”daimportazione”: tubercolosi, particolarmente presentenell’Est Europa, e, con 500 nuovi casi in Italia tra il 2010e il 2012, malaria che ogni giorno fa circa 3.000 vittime trai bambini africani. E poi altre, come la meningite, chepresenta circa 800 casi l’anno nel nostro Paese che possonoessere contrastati da un’efficace strategia preventiva qualela vaccinazione. Importante nell’ottica di una valutazionecosto-efficacia relativamente alle risorse che altrimenti ilsistema sanitario dovrebbe impiegare in ospedalizzazioni ecure, oltre a quelle per l’assistenza. ”In questi anni -prosegue Paravati – abbiamo assistito a un aumentoesponenziale delle malattie legate alla cronicita’ e aibisogni complessi, come ad esempio le malattie genetiche equelle rare che interessano circa 50.000 pazienti in eta’pediatrica”. Ne deriva che anche i reparti di pediatriadegli ospedali italiani dovranno essere riorganizzatisoprattutto alla luce dei bisogni di salute emergenti perdare risposte adeguate ai pazienti con malattie complesse(malattie immunologiche, reumatologiche, oncologiche,malattie comportamentali e psichiatriche, quest’ultimesoprattutto nell’adolescente) e a quelli che necessitano diassistenza semintensiva o intensiva. Una riorganizzazione chedovra’ prestare attenzione anche alla riabilitazionepediatrica e alle cure palliative che attualmente interessanocirca 11.000 bambini”.

red/mpd

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