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Giovedì 7 novembre 2013 - 10:00

Farmaceutica: biotech, nuove possibilita’ cura e opportunita’ Paese

(ASCA) – Siena, 7 nov -Terza regione in Italia, con 6.500addetti diretti e circa 4.000 nell’indotto, grandi impresefarmaceutiche a capitale italiano e a capitale estero cheesportano in tutto il mondo e Pmi molto attive: il settorefarmaceutico della Toscana e’ ormai una realta’ consolidata.

Con 19 stabilimenti di produzione, 8 centri di Ricerca,800 Ricercatori e 220 milioni all’anno in R&S vanta unaspecializzazione nelle biotecnologie, che hanno qui il piu’grande stabilimento produttivo in Italia, nei vaccini (con lapresenza di un centro di eccellenza internazionale) e negliemoderivati. A Firenze e Siena, inoltre, la farmaceutica e’ tra iprimi 3 settori industriali e tra i primi cinque a Pisa. Unarealta’ di assoluto rilievo che ospita oggi e domani a Sienauna ”due giorni” sul biotech. Evento che arriva in citta’,dopo aver toccato nei mesi scorsi Reggio Emilia, Bari eL’Aquila, per contribuire alla presentazione del biotech,settore dalle grandi capacita’ innovative.

A Siena l’export farmaceutico sul totale hi techrappresenta addirittura il 98% (il 59% a Firenze, il 74% aLucca e il 39% a Pisa). Nel 2012, a fronte di 75 milioni dispesa farmaceutica pubblica a Siena, l’industria farmaceuticane ha generati in totale 240 (150 per stipendi e contributi e90 per investimenti). E la mappa della Toscana si completacon un’importante presenza in provincia di Lucca. Sostenere la Ricerca significa allungare e migliorare lavita. E piu’ del 90% della R&S farmaceutica in Italia e’finanziata proprio dalle imprese che generano innovazione.

Basti pensare che dal 1951 ricerca, nuovi farmaci, correttistili di vita e progressi della medicina hanno contribuito adaumentare l’aspettativa di vita di 3 mesi ogni anno. Sei oreal giorno, anche oggi. Quindici secondi al minuto.

”Il biotech e’ nel Dna dell’industria farmaceutica, che,insieme alle start-up e ai numerosi poli scientifici dieccellenza presenti in Italia, crea un networkpubblico-privato in grado di competere a livellointernazionale – ha spiegato Massimo Scaccabarozzi,Presidente di Farmindustria – i farmaci innovativi per iltrattamento di numerose patologie gravi o rare sono oggi ingran parte frutto della Ricerca biotecnologica e sempre piu’lo saranno nel futuro.Un biotech quindi dinamico, altamentetecnologico e innovativo, con 175 imprese, oltre 1.400milioni di investimenti annui e quasi 5.000 addetti in R&S.

Grandezze determinate per circa l’80% dalle imprese delfarmaco. Tutto il settore ha bisogno di norme stabili, dicondizioni competitive rispetto ai big Ue, di tempi piu’brevi per l’accesso all’innovazione e del rispetto dei tempidi pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione”, haricordato, riconoscendo tuttavia ”all’azione del Ministrodella Salute Beatrice Lorenzin” il fatto che ”per la primavolta dopo anni, nella legge di stabilita’, siano previstitagli alla Sanita’ e alla farmaceutica. Una prova concretaper riconoscere il settore come un asset industriale e adalta tecnologia, strategico per il rilancio del Paese”. red/mpd

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