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Mercoledì 6 novembre 2013 - 11:00

Societa’: Censis, valori italiani cambiano. 30% felice se aiuta prossimo

(ASCA) – Roma, 6 nov – La voglia di altruismo c’e’, tanto cheaiutare chi e’ in difficolta’ trasmette maggiore energiapositiva che non l’idea di occuparsi del proprio benessere inpalestra o in un centro estetico: il 29,5% degli italiani,infatti, afferma di ricevere moltissima carica dallapossibilita’ di aiutare qualcuno in difficolta’, e lapercentuale rimane costante in tutte le classi di eta’, segnodi una voglia comune di ritrovare l’altro. Soprattutto se sipensa che la possibilita’ di fare qualcosa per il propriobenessere, come andare in palestra o fare massaggi, darebbemolta carica a una quota inferiore (il 16%) dei cittadini. E’quanto emerge da una ricerca del Censis: ‘I valori degliitaliani 2013. Il ritorno del pendolo’, pubblicata daMarsilio Editori presentata oggi a Roma da Giulio De Rita,ricercatore del Censis, e discussa da Goffredo Fofi, saggistae critico cinematografico, letterario e teatrale, MassimoFranco, editorialista del Corriere della Sera, e Giuseppe DeRita, Presidente del Censis.

Secondo quanto emerge dallo studio, il 40% degli italianisi dice molto disponibile a fare visita agli ammalati. Piu’del 36% e’ invece assolutamente pronto a rendersi disponibilein caso di calamita’ naturale, per contribuire al benecomune. Il 37% si dice molto o abbastanza disponibile a dareuna mano nella manutenzione delle scuole (il 21% e’ ‘molto’disponibile).

Questa percentuale al Sud aumenta fino al 41%, 6% in piu’rispetto al Nord-Ovest.

Anche per la manutenzione delle spiagge e dei boschi, il34% e’ pronto a collaborare, mentre il 37% si trincera dietroun piu’ interlocutorio ‘forse’. Anche in questo caso al Sudl’energia potenziale sembra maggiore (36%) rispetto alNord-Est (33%). L’amore piu’ forte rimane quello per lepersone che ci sono vicine: l’80% degli italiani afferma diamare moltissimo i propri familiari, il 64% il propriopartner, il 22% i colleghi di lavoro. Il 26% ritiene divivere in un territorio in cui la coesione sociale e’ forte,per il 64% e’ discreta, solo il 9% pensa che sia modesta. Esoltanto il 10% pensa che l’onesta’ dei cittadini che abitanonel suo territorio sia scarsa.

Il 59% degli italiani dice che curare la propriaspiritualita’ procura una buona dose di energia positiva. Sidiffonde una sorta di ‘papafrancescanesimo’.

Per quanto riguarda la cultura del lavoro, Il 35% degliimprenditori italiani ritiene che collaborare bene con icolleghi darebbe molta carica. Allo stesso modo la pensaquasi il 31% degli artigiani. Potrebbe farsi strada una nuovacultura imprenditoriale, piu’ collaborativa, in grado diessere trainante per il Paese, se prevarra’ la voglia diriscoprire l’altro come alleato e non come competitor.

Tranquillita”? Non molta. Secondo quanto stimato dalCensis, l’85% si dice preoccupato e il 71% indignato, ma soloil 26,5% dice di sentirsi frustrato e il 13% disperato. Alcontrario, il 59% degli italiani si sente vitale (e anche il48% degli over 65 anni). Ma il Paese e’ tutt’altro chespento, piuttosto e’ in attesa di un segnale: il 46% degliintervistati ammette di trovarsi nella condizione in cuivorrebbe fare qualcosa, ma non sa che cosa. Si tratta di unriposizionamento forse solo ideale, solo immaginato, unavoglia di recuperare i beni morali come ”beni rifugio” inun contesto che percepiamo come degradato.

Nel Paese si prepara una reazione al degradoantropologico, una reazione che pero’ aspetta di essereincanalata e condotta. La spinta ideale mostra di averesufficiente energia per far si’ che il ritorno del pendolosia un percorso evolutivo e non involutivo. Ma si avvertal’assenza di una regia che coaguli tutte queste energie: oggiil 67% degli italiani non si sente rappresentato da nessuno.

red/gc

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