Header Top
Logo
Venerdì 28 Aprile 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Ricerca: studio italiano scopre meccanismo responsabile ipertensione

colonna Sinistra
Lunedì 4 novembre 2013 - 12:30

Ricerca: studio italiano scopre meccanismo responsabile ipertensione

(ASCA) – Milano, 4 nov – Dalla ricerca su una rara patologiadel rene arriva un suggerimento importante su come affrontarel’ipertensione arteriosa, fattore di rischio per il sistemacircolatorio che solo in Italia riguarda un terzo dellapopolazione adulta. Lo studio, finanziato da Telethon e pubblicato su NatureMedicine dal team di Luca Rampoldi dell’Istituto TelethonDulbecco presso l’Istituto San Raffaele di Milano ha messo inluce un meccanismo che collega l’uromodulina, proteinapresente nelle urine, a un rischio maggiore di svilupparel’ipertensione arteriosa e il danno renale. Da anni questo gruppo di ricerca studia una rara malattiarenale dovuta a difetti nel gene che contiene le informazioniper l’uromodulina, la proteina piu’ abbondante normalmentepresente nelle urine. Sebbene questa proteina sia statascoperta piu’ di 50 anni fa, la sua funzione biologicacontinua ad essere un mistero.

Il punto di partenza di questo lavoro e’ stata la scopertache alcune varianti comuni del gene dell’uromodulina, inparticolare della regione che ne regola l’espressione equindi la produzione, sono associate ad un rischio maggioredi sviluppare ipertensione e danno renale nel corso dellavita, attraverso un complesso lavoro condotto e coordinatodal team di Luca Rampoldi insieme a quello di Olivier Devuystdell’Universita’ di Zurigo. Il lavoro si e’ avvalso didiverse collaborazioni, tra cui quella in ambito clinico conil team di Paolo Manunta dell’Universita’ San Raffaele, perstudi di patologia renale con Maria Pia Rastaldidell’Ospedale Policlinico di Milano, e per studiepidemiologici con un consorzio di universita’ svizzere(Berna, Ginevra, Losanna, Zurigo).

Spiega Rampoldi, responsabile dell’Unita’ di Geneticamolecolare delle malattie renali dell’Istituto San Raffaele,spiega: ”Analizzando decine di biopsie renali e centinaia dicampioni di urine di persone con pressione arteriosa efunzionalita’ renale normali, abbiamo osservato che i livellidi uromodulina variavano in base a precise sequenze nel DNA.

Dal lavoro sui modelli murini e’ emerso che un aumento dellaproduzione di uromodulina determina la comparsa diipertensione gia’ in giovane eta’, ma anche che una riduzionedell’apporto di sale nella dieta e’ sufficiente perripristinare valori normali di pressione sanguigna”. ”Somministrando un potente diuretico che ha comebersaglio proprio questo sistema di riassorbimento, abbiamoriscontrato un maggiore effetto del farmaco sulla pressionenegli animali ”superproduttori” di uromodulina”. AggiungePaolo Manunta, nefrologo e direttore della Scuola dispecializzazione in Nefrologia dell’Universita’ Vita-SaluteSan Raffaele: ”Lo stesso meccanismo sembra essere conservatoanche nell’uomo: pazienti ipertesi trattati con lo stessodiuretico hanno infatti mostrato una riduzione significativadella pressione solo se portatori delle varianti geneticheassociate a maggiore espressione di uromodulina”. Altroaspetto importante emerso da questo studio e’ che altilivelli di espressione di uromodulina causano la comparsa dilesioni renali in eta’ avanzata.

red/mpd

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su