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Sabato 26 ottobre 2013 - 11:01

Digitale/sanita’: 7 mld risparmi all’anno, professioni pronte a sfida

(ASCA) – Roma, 26 ott – Digitalizzazione come fattore di sicuro risparmio e di efficienza per la sanita’: lo dimostrano numerosi studi economici e lo ha ribadito di recente il ministro per la Salute Beatrice Lorenzin. Un uso capillare e costante di soluzioni ICT nella Sanita’ puo’ portare, infatti, un risparmio di circa 6,8 miliardi di euro l’anno, molto di piu’ di quanto occorra per evitare potenziali aggravi di ticket sulle prestazioni sanitarie, stimato in 5,3 miliardi. Ma oggi la Sanita’ del nostro Paese spende per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione uno scarso 1,4% (920 milioni di euro) del budget annuale. Un dato che colloca l’Italia al 30mo posto nella classifica mondiale dell’eHealth. Anche in questo settore le professioni sanitarie italiane possono essere, e in parte lo sono gia’, il fulcro del cambiamento, come dimostrano recenti esperienze in tutto il territorio nazionale, che sono state presentate a Roma al congresso ”Professioni Sanitarie ed ICT (Information Communication Technology)” organizzato dalla Confederazione AnTel-Assiatel-AITIC (Associazione Nazionale Tecnici Sanitari di Laboratorio Biomedico) in collaborazione con il Co.N.A.P.S. (Coordinamento Nazionale Associazioni Professioni Sanitarie) e patrocinato dalla Fondazione per la sicurezza in Sanita’. E proprio l’innovazione digitale, l’inquadramento iniziale delle professioni sanitarie, l’importanza della formazione e delle competenze digitali degli operatori sanitari, l’ICT nella Sanita’ e l’individuazione di possibili soluzioni proposte dalle aziende attive nel campo dell’Information Communication Technology, per innovare il settore e renderlo piu’ efficace ed efficiente, sono state al centro dei lavori. ”Le Professioni Sanitarie – spiega Antonio Bortone, Presidente Co.N.A.P.S. – sono parte attiva di un Sistema Salute che deve essere capace di recuperare il gap digitale e deve procedere verso un progressivo miglioramento professionale ed ammodernamento tecnologico”. ”Utilizzare in modo corretto soluzioni ICT nella Sanita’ – aggiunge il dr. Bortone – puo’ portare un grandissimo risparmio, si parla di quasi 7 miliardi di euro l’anno. Molto di piu’ di quanto occorra per evitare potenziali aggravi di ticket sulle prestazioni sanitarie, stimato oggi in 5,3 miliardi”. Nel dettaglio, secondo uno studio di Confindustria, tre miliardi di euro si salverebbero grazie alla deospedalizzazione di pazienti cronici, che diventerebbe possibile grazie all’utilizzo di tecnologie a supporto dell’assistenza domiciliare: l’utilizzo della cartella clinica elettronica taglierebbe spese per oltre un miliardo di euro (senza aver stimato il risparmio che ne deriverebbe in termini di tempo). 860 milioni andrebbero invece risparmiati grazie alla dematerializzazione dei referti e delle immagini (senza contare la notevole riduzione dello spreco di carta); la consegna dei referti via web permetterebbe un’economia di 370 milioni di euro, senza contare che il processo di riorganizzazione dei compiti professionali che vedrebbe inevitabilmente una migliore qualita’ prestazionale a vantaggio del cittadino malato. red/mpd

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