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Venerdì 25 ottobre 2013 - 10:29

Editoria: Cdr Radio Uno, calano ascolti e sponsor. Azienda ci sostenga

(ASCA) – Roma, 25 ott – ”Abbiamo deciso di scrivere questainusuale lettera aperta perche’ la tendenza alridimensionamento dei nostri ascolti ci preoccupa molto: perla prima volta nella storia, nel primo semestre 2013 perdiamoaddirittura il primato nella fascia 6.00-9.00. I dati sonoinoltre coerenti con il calo degli introiti pubblicitari,altra spia d’allarme. A questo declino vorremmo risponderecon una nuova sfida: arrivare al 2016 con una Radio chediventi agenzia di notizie, fonte di inchieste, laboratoriocrossmediale. Il mercato radiofonico cresce e consente nuoviinvestimenti. Bisogna allora ritrovare la centralita’ delprogetto radiofonico che ci appare offuscata, non soltantodalle difficolta’ economiche delle quali ci rendiamoperfettamente conto. Ecco il perche’ di questa lettera:vogliamo parlare del nostro futuro”. Questo l’incipit dellalettera che il comitato di redazione di Radio Uno ha scrittoall’azienda.

”Il modello ‘All News’ di Radio 1 non puo’ sempre essereleader di ascolti – prosegue la lettera -. Ma e’ una garanziadi servizio pubblico, se si avesse la determinazione dipuntare sull’attualita’ nazionale e internazionale. Perquesto auspichiamo un progetto innovativo che sappiainteressare le nuove generazioni, rispondere alle esigenze diinformazione del mondo del lavoro e dell’intera societa’,guardare oltre i confini di un insopportabile provincialismoitaliano, fare approfondimento, aggiornare il ‘sound’ dicanale. Ripensare cioe’ il Palinsesto, anche in modosinergico con quelli di Radio 2 e Radio 3”.

”Comprendiamo appieno le esigenze di bilancio – spiega ilcdr – e lo abbiamo dimostrato con la nostra responsabilita’dopo il recente accordo sull’organico non ancora del tuttoattuato. Ma permangono molte ‘line’ incomplete da anni.

Infine – concludono – potremmo riuscire anche a fare lamigliore Radio del mondo ma scoprire che in certe zone e’ deltutto assente. Il miglioramento della ricezione del segnaleprevisto dal piano industriale e’ per noi importantissimo”.

red/gbt

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