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Giovedì 24 ottobre 2013 - 16:15

Rifiuti: dal ciclo dei RAEE una miniera di materie prime

(ASCA) – Roma, 24 ott – Con il recupero delle risorsel’Unione Europea potrebbe ridurre la quantita’ di materieprime necessaria a far girare l’economia di circa il 25% aparita’ di produzione entro il 2020. L’economia ne trarrebbebeneficio e la crescita del PIL porterebbe anche la creazionedi nuovi posti di lavoro, tra 1,4 e 2,8 milioni. Se nediscute a Roma in occasione dell’edizione 2013 di Hi Tech &Ambiente, convegno organizzato da ReMedia – fra i principaliSistemi Collettivi italiani no-profit per la gestioneeco-sostenibile dei RAEE (Rifiuti di ApparecchiatureElettriche ed Elettroniche), pile e accumulatori esausti eimpianti fotovoltaici – in collaborazione con la Fondazioneper lo Sviluppo Sostenibile. ”La sfida delle materie prime:puo’ l’industria del riciclo ridurre i rischi diapprovvigionamento?” e’ il tema dei lavori, occasione perstimolare il dibattito sul tema dell’accesso alle materieprime e sulla nuova Direttiva RAEE 2012/19/EU, che dovra’essere recepita entro febbraio 2014, in linea con lastrategia europea sull’efficienza delle risorse.” Le materieprime sono vitali per l’Europa per due ragioni: sonoessenziali per l’economia e la societa’ europea e perche’ illoro approvvigionamento e’ minacciato”, ha affermato AntonioTajani, Vicepresidente Commissione Europea, ResponsabileIndustria e Imprenditoria, nel suo messaggio portato daAlessandro Giordani, Capo Settore Comunicazione dellaCommissione Europea – Rappresentanza in Italia. ”Lastrategia dell’Europa si basa su tre pilastri: garantirecondizioni eque di concorrenza nell’accesso alle risorse,favorire l’approvvigionamento sostenibile di materie primeprovenienti da fonti europee, promuovere efficienzaenergetica e riciclaggio. Questi pilastri convergono tuttiverso l’innovazione”.”Il recepimento della normativa non e’solo un atto formale, ma e’ un’opportunita’ per dare nuovoimpulso al Sistema RAEE e favorire cosi’ politicheindustriali orientate all’efficienza delle risorse”, haspiegato Danilo Bonato, Direttore Generale di ReMedia.

”L’Europa, infatti, vuole accelerare il processo di sviluppodi una moderna societa’ di riciclo: l’utilizzo piu’efficiente e sostenibile delle risorse naturali e’ unapriorita’, come dimostra il programma di finanziamentiall’innovazione denominato Horizon 2020”. ”La strategiaEuropa 2020 si focalizza su una crescita intelligente,sostenibile e inclusiva. Trasformare l’economia europea in unsistema competitivo, a basse emissioni di carbonio e con unutilizzo sostenibile di materie prime e’ una grande sfida,che, a partire da gennaio 2014, sara’ supportata da Horizon2020”, ha spiegato Kurt Vandenberghe, Direttore ambienteCommissione Europea DG Ricerca e Innovazione, nel suovideomessaggio di saluto. ”Il riciclo e’ un’area dovel’Europa puo’ fare la differenza in termini di crescita e dinuovi posti di lavoro. I rifiuti, infatti, sono una risorsaper riciclare, riutilizzare e recuperare materie prime.

L’obiettivo e’ realizzare un’economia circolare”.

A ciascun cittadino europeo e’ associato un consumo mediodi 25 tonnellate annue di minerali e di metalli. Solo inItalia, per avere un’economia sostenibile dovremmo utilizzare360 milioni di tonnellate di risorse, mentre il consumoattuale arriva a 1 miliardo. L’impiego di materie prime nelnostro paese, quindi, dovrebbe essere ridotto a un terzo. Secondo Edo Ronchi, ”per attenuare i rischi diapprovvigionamento occorre definire una strategia sull’usoefficiente delle risorse e sul riciclaggio dei materiali, cheintegri la produzione industriale con il comparto economicodedicato alla gestione dei rifiuti. L’efficienza dellerisorse non va riferita solo all’energia, ma anche aimateriali, come i metalli, i minerali, e le materie primecritiche”.

red/mpd

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