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Mercoledì 23 ottobre 2013 - 14:28

Montagna: nato da un’idea di Quintino Sella, il Cai compie oggi 150 anni

(ASCA) – Roma, 23 ott – Allo statista Quintino Sella l’idea venne, in realta’, qualche mese prima, sulle vette del Monviso. Ma e’ oggi, 23 ottobre, che cade ufficialmente il 150mo anniversario della fondazione del Club alpino italiano (Cai). Lo stesso giorno del 1863, infatti, nelle sale del Castello del Valentino, a Torino, un’assemblea, iniziata alle ore 13 e terminata alle 16, fu il momento costitutivo del sodalizio, quarto per ordine di nascita tra le societa’ alpine europee. Quell’assemblea viene oggi rievocata fedelmente a Torino, dove il presidente generale del Cai, Umberto Martini, ha scoperto al Castello del Valentino una lapide celebrativa dei 150 anni di vita del sodalizio, posizionata vicino a quelle scoperte in occasione del 25*, del 50* e del 100* anniversario. Alle ore 16, 150 anni esatti dopo la conclusione dell’assemblea costitutiva del Cai, e’ prevista la celebrazione della ricorrenza nella Sala Rossa del consiglio comunale di Torino, che mantiene un fortissimo legame storico con il Club. Suo socio fondatore, l’allora sindaco Felice Rignon, consolido’ la collaborazione con il Club e promosse la nascita della Vedetta Alpina, l’attuale Museo nazionale della Montagna, al Monte dei Capuccini: dal 2007, per volere della Civica amministrazione, la strada che sale al Monte dei Cappuccini, ha assunto la denominazione di Salita al Cai Torino. L’idea di fondare una societa’ alpinistica nazionale risale all’agosto 1863, in occasione dell’ascensione alla vetta del Monviso compiuta dallo statista biellese Quintino Sella con Paolo e Giacinto di Saint-Robert e Giovanni Barracco. Nella concezione di Sella l’associazione, che nasceva 2 anni dopo la proclamazione dell’Unita’ d’Italia, doveva essere nazionale: non a caso volle accanto a se’, sul Monviso, Giovanni Barracco, ”onde venisse a rappresentare l’estrema Calabria, di cui e’ oriundo e deputato” . Proprio il carattere nazionale del Cai, che si formo’ e si diffuse secondo le forme tipiche dell’associazionismo borghese, ne rappresento’ uno dei principali punti di forza: dai 200 aderenti del 1863, il Club passo’ ai 4.500 soci del 1888 presso 34 Sezioni, superando cosi’ gli eventi storici che cambiarono il mondo della seconda meta’ dell’800 e del ”secolo breve”. Dopo la sede sociale di Torino e le sezioni di Varallo e Agordo, nel 1868 venne costituita la sezione di Firenze e, nel 1871, quella di Napoli. Attualmente gli iscritti sono 317.812, presso 799 sezioni e sottosezioni presenti in tutto il territorio nazionale. Ancora oggi il Cai resta una libera associazione nazionale la quale, come recita l’articolo 1 del suo statuto, ”ha per iscopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e lo studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale”. I due eventi celebrativi di oggi, ai quali si aggiunge un incontro inedito tra i direttori di 8 Musei della montagna europei, rappresentano ”un riconoscimento ai soci e alle sezioni che quest’anno si sono prodigati per onorare la ricorrenza con eventi, escursioni, pubblicazioni e mostre”, ha indicato il presidente Martini. ”Quest’anno – ha aggiunto – abbiamo dimostrato che il Cai ha ancora una importante vitalita’, mantenendo intatti i valori delle origini, seppur in un contasto molto differente”. Dai 57 rifugi edificati prima del 1900, se ne contano oggi 763, per un totale di 23.500 posti letto, costituendo la piu’ consistente struttura turistica nazionale in quota. Al 1909 risale, inoltre, l’istituzione in seno al Cai del Club alpino accademico italiano, punta di diamante dell’elite alpinistica nazionale. Il Cai pubblica il ‘Bollettino annuale’ e la ‘Rivista mensile’. stt/sam/

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