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Mercoledì 23 ottobre 2013 - 13:43

Infanzia: Save the Children, possibile salvare 4mln bambini dalla morte

(ASCA) – Roma, 23 ott – Quattro milioni di bambini in piu’potrebbero essere salvati se gli stati si impegnassero araggiungere soprattutto i bambini piu’ poveri. Lo documentail nuovo rapporto ‘Vite sul filo’ che contiene una classificaredatta da Save the Children e che e’ diffuso in tutto ilmondo oggi, nell’ambito della campagna globale ‘Every One’,mentre prosegue in Italia la campagna Every One: atletifamosi come il maratoneta Patrick Makau Musyoki e la star diBollywood e testimonial di Save the Children Kunal Kapoor,protagonisti di un video di sensibilizzazione. E oggi in 67Paesi il ‘Global Day of Action contro la mortalita’infantile, con 50.000 bambini che correranno delle maratonenon competitive per dire basta alla morte di 6,6 milioni dibambini all’anno per cause prevenibili e curabili: l’Italiaha gia’ dato il suo contributo alla chiamata all’azionegrazie ai 100 bambini che hanno corso a Cagliari domenicascorsa.

Il rapporto ‘Vite sul filo’ prende in esame i 75 paesi neiquali si registra la quasi totalita’ delle morti infantile ematerne e, non solo verifica se e in che misura stianoprogredendo verso l’obiettivo 4 del Millennio, ovvero lariduzione di 2/3 della mortalita’ infantile nel mondo, maanche l’equita’ di tali progressi – cioe’ quali i gruppisociali e le fasce di reddito interessate.

Benche’ abbia poche risorse e carestie ricorrenti, dal1990 ad oggi il Niger ha ridotto di quasi 2/3 il numero dimorti infantili (entro i 5 anni) ed e’ in linea con il 4*Obiettivo del Millennio, Progressi notevoli dovuti al fattoche, a differenza di altre nazioni, il Niger e’ riuscito araggiungere i bambini appartenenti a tutti i livelli socialie in tutte le aree del paese, rurali e urbane.

Invece, altre nazioni come Bangladesh e Cambogia che hannofatto grandi passi avanti nella tutela della saluteinfantile, rischiano di vedere uno stallo dei miglioramentiregistrat se non vengono aggredite le disuguaglianze cheancora esistono al loro interno. ”Stiamo compiendo progressi molto importanti nella lottaalla mortalita’ infantile, ma questi successi cosi’ evidentimascherano a volte il fatto che i bambini poveri restanoindietro o che addirittura la loro condizione siapeggiorata”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale Savethe Children Italia.

”I leader mondiali debbono far si’ che tutti i bambini,di qualsiasi provenienza sociale, abbiano pari opportunita’di sopravvivere. Il Niger guida la classifica di Save theChildren per la lotta alla mortalita’ infantile grazie a unacombinazione di fattori e scelte: cure sanitarie gratuite adonne incinta e bambini, avvio di programmi nutrizionali,accesso universale gratuito a cure di base di qualita’.”,spiega ancora Valerio Neri. ”Benche’ dunque la mortalita’infantile resta alta, il Niger e’ passato da 326 morti ognimille nati vivi nel 1990 in un anno, a 114 nel 2012”.

Progressi importanti si registrano anche Liberia, Rwanda,Indonesia, Madagascar, India e Cina che seguono il Nigernella classifica dei primi dieci.

”In alcune aree del mondo le ineguaglianze stannoaumentando. In Africa sub sahariana, dove si concentra lameta’ delle morti infantili, pur a fronte di un generaleprogresso, il divario fra bambini ricchi e poveri e’aumentato dal 1998 e il 2008”, sottolinea il DirettoreGenerale Save the Children Italia. ”E’ necessario muoversiin tre direzioni: implementare piani nazionali per la saluteche raggiungano ogni bambino, compresi i neonati; lanciareuna campagna nazionale per ridurre la malnutrizione;aumentare la spesa pubblica per la salute. La mortalita’infantile si puo’ e si deve sconfiggere e la nostragenerazione ha l’opportunita’ di vincere questa sfida”.

red/res

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