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Martedì 22 ottobre 2013 - 15:18

Universita’: Tuscia, curriculum in ‘verde’ per nuove professioni

(ASCA) – Roma, 22 ott – Boom delle nuove professioni verdi edella tutela del ”made in Italy”: dal vino allebiotecnologie, passando per il cibo sano e la gestione delleforeste: sono tante le offerte per un settore -quello green-che non conosce flessioni. Proprio per cogliere le occasioniofferte da questo mondo del lavoro in crescita e’ necessarioavere un ”curriculum green” attraverso un percorsoformativo ad hoc. Per dare risposte concrete a questa domandadi nuove professioni, il Dipartimento per l’ Innovazione neiSistemi Biologici, Agroalimentari e Forestali (DIBAF)dell’Universita’ degli Studi della Tuscia (Viterbo) offrecinque corsi di laurea, tre triennali in Biotecnologie; inTecnologie Alimentari ed Enologiche; in Scienze Forestali eAmbientali e due corsi biennali di laurea magistrale inSicurezza e Qualita’ agro-alimentare e in Scienze Forestali eAmbientali.

Si tratta di lauree che, a quattro anni dalla loroistituzione, stanno realizzando un alto tasso di occupazione:1 laureato su 2 trova infatti lavoro entro l’anno delconseguimento della laurea, grazie allo stretto legame trapercorsi didattici del DIBAF e il mondo delle imprese, degliEnti pubblici territoriali, delle strutture di ricerca e delmondo delle professioni e a una preparazione tecnica eprofessionale altamente qualificata. Questa qualita’ delladidattica ha avuto anche un riconoscimento ”ufficiale”. ”Nel rapporto ANVUR sulla qualita’ della ricerca delleUniversita’ italiane, l’ Universita’ della Tuscia – ha dettoGiuseppe Scarascia Mugnozza, Direttore del DIBAF- si piazzaal primo posto in Italia tra le Universita’ di mediedimensioni proprio per il settore agro-alimentare eforestale, con il contributo decisivo del Dibaf, che infattirisulta primo per la qualita’ dell’attivita’ scientificasvolta dai propri docenti e ricercatori, tra tutti i settedipartimenti dell’ateneo; anche a livello nazionale il DIBAFottiene una valutazione lusinghiera risultando quarto suoltre settanta dipartimenti di agraria e biotecnologie ditutte le Universita’ italiane, comprese quelle di maggioridimensioni e di tradizione molto piu’ antica dell’ateneoviterbese”.

I dati confermano questo trend positivo per le nuoveprofessioni: nel solo settore agroalimentare e forestale nelprimo trimestre del 2013 c’e’ stato un aumento di occupazionedel 9% per gli under 35; nel settore enologico l’occupazione,pur in un momento di crisi, e’ salita del 2,6% e sei nuoviesperti di vino su dieci vengono occupati a soli tre mesidalla laurea; l’industria alimentare, il secondo settoreproduttivo del paese, investe in sicurezza dei cibi 2miliardi l’anno e impiega 60.000 addetti con numeri inaumento; sono 175 le che imprese operano nel settore delfarmaco biotech con circa 6.800 occupati nel settore ricercae sviluppo. red/mpd

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