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Martedì 22 ottobre 2013 - 13:39

Maltempo: Cia, in 60 anni spesi 55 mld euro per emergenza

(ASCA) – Roma, 22 ott – Negli ultimi 60 anni sono stati spesicirca 55 miliardi di euro per riparare i danni causati dacalamita’ naturali; sarebbe bastato destinare il 20% diquesta cifra ad opere di manutenzione del territorio perlimitare le disastrose conseguenze e soprattutto le perditeumane. E’ quanto evidenzia la Cia-Confederazione italianaagricoltori in merito ai recenti eventi alluvionali che hannocolpito in particolare Toscana e Liguria e che ripropongonocon forza le tematiche legate all’assetto idrogeologico ealla sicurezza delle persone e delle attivita’ produttive,soprattutto in agricoltura.

Il maltempo degli ultimi giorni – fa notare l’associazione- ha prodotto solo nel settore agricolo danni per milioni dieuro. Da qui la richiesta della dichiarazione dello stato dicalamita’. Specialmente in Toscana gli effetti sulle campagnesono stati devastanti. Strutture aziendali agricole e terrenisono finiti sott’acqua, non solo per i violenti nubifragi, maanche per le esondazioni di fiumi e canali; mentresmottamenti e frane hanno causato pesanti difficolta’ allacircolazione nelle strade rurali completamente allagate.

Danneggiati campi coltivati a cereali, oliveti, vivai evigneti. Conseguenze negative si registrano pure per gliallevamenti. Stesso discorso per la Liguria dove si stafacendo un primo monitoraggio.

Per la Cia, si tratta di un quadro estremamente allarmanteche evidenzia l’esigenza di una valida opera di prevenzione.

Basta citare alcuni dati per comprendere la delicatezza delproblema: oggi 8 comuni su 10 sono in aree ad elevatacriticita’ idrogeologica; oltre 700 mila sono gli immobiliabusivi, spesso costruiti non a norma e, quindi, a graverischio in presenza di una calamita’ naturale. Ecco perche’ – riafferma la Cia – accanto agli interventilegati all’emergenza, necessaria ed urgente, appare semprepiu’ indispensabile un’azione coordinata e programmata delGoverno e delle Regioni volta all’attivita’ di prevenzionedei disastri naturali. Il ripetersi ciclico degli eventicalamitosi non puo’ portare alla rassegnazione perche’ essisono incontrollabili e ineluttabili. Al contrario, e’necessario superare atteggiamenti passivi o superficiali,adottando strategie dinamiche di progetto e di azione,attraverso gli strumenti ordinari della programmazione:progettare in sicurezza per assicurare un territorio tutelatoe al tempo stesso produttivo.

red/rus

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