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Mercoledì 16 ottobre 2013 - 15:02

Legge stabilita’: Anaao, ok sanita’ continua accanimento su pubblico impiego

(ASCA) – Roma, 16 ott – ”L’assenza di nuovi tagli alla sanita’ nella legge di stabilita’ e’ certo una buona notizia, frutto dell’impegno del ministro della salute, del presidente della conferenza delle regioni, delle organizzazioni sindacali dei professionisti del sistema sanitario nazionale. Evidentemente le loro ragioni erano tanto forti da non potere essere smentite”. Questo il commento alla legge di stabilita’ per il 2014 approvata ieri dal consiglio dei ministri del Segretario Nazionale Anaao Assomed, che pero’ ha precisato: ”l’insolita attenzione al sistema delle cure si e’ pero’ accompagnata al solito accanimento punitivo nei confronti di chi quellle cure e’ chiamato ad erogare. I colpi inferti al pubblico impiego, senza distinzione della qualita’ e responsabilita’ del lavoro svolto, colpiscono in modo plurimo medici e dirigenti sanitari dipendenti del Ssn”. ”Il Governo Letta-Alfano – ha spiegato il presidente dell’Anaao – ha continuato con i tagli lineari, addirittura alla formazione medica, e non fidandosi dei provvedimenti gia’ emanati, ha reiterato il blocco contrattuale per il 2014 ed inasprito quello del turn over fino al 2017 tagliando anche in anticipo, sentendosi fornito di doti soprannaturali, il 10% di cio’ che per definizione non e’ prevedibile, cioe’ lo straordinario dei dipendenti, senza esimersi dal mettere le mani nelle loro tasche dilazionando ancora il pagamento delle liquidazioni e colpendo anche pensioni che d’oro certo non sono”. Per l’Anaao, ”la nuova stretta sul turnover esonera il personale della difesa e della sicurezza perche’, giustamente, a 65 anni non si puo’ andare nelle volanti o nelle trincee, ma evidentemente in sala operatoria e di guardia negli ospedali si”. ”Avere evitato un nuovo definanziamento della sanita’ – ha continuato il presidente – e’ condizione necessaria, ma non sufficiente, per riformare un sistema che mostra troppe crepe. Ma nessuno si illuda che il tutto possa risolversi in un patto a due Regioni-Ministro che taglia fuori i professionisti in una nuova edizione di un esercizio ragionieristico che esclude i valori di un sistema complesso quale quello sanitario a cominciare dal lavoro professionale. Aspettando Cottarelli, – ha concluso – medici e dirigenti non possono restare fuori dalla porta se vogliamo risultati diversi dal passato”. red/mpd

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