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Martedì 15 ottobre 2013 - 16:38

Ogm: Cia, no a uso. Governo decida per clausola salvaguardia

(ASCA) – Roma, 15 ott – ”Quanto avvenuto in questi ultimigiorni in Friuli ripropone in maniera drastica il problemadegli Ogm e della loro contaminazione del territorio. Ilgoverno deve intervenire con una chiara e ferma presa diposizione. E da subito deve al piu’ presto procedereall’attivazione della clausola di salvaguardia. Da partenostra riaffermiamo con la massima determinazione che gliOrganismi geneticamente modificati non servonoall’agricoltura italiana diversificata e saldamente legataalla storia, alla cultura, alle tradizioni delle variegaterealta’ rurali”. Lo afferma il presidente dellaCia-Confederazione italiana agricoltori Giuseppe Politi cheribadisce l’esigenza di evitare ogni forma di coltivazionebiotech nel nostro Paese e ”di tutelare la sicurezza delmodello economico e sociale di sviluppo dell’agroalimentareitaliano, garantendo cosi’ consumatori e produttoriagricoli”.

”Le vicende del Friuli -aggiunge Politi- dimostrano chesulla materia degli Ogm c’e’ poco chiarezza da parte delleistituzioni. E’, quindi, venuto il momento di porre immediatorimedio. Non e’ possibile assistere passivamente alla seminae alla raccolta di mais transgenico, come avvenuto inprovincia di Pordenone, nonostante il decretointerministeriale che vieta su tutto il territorio nazionalela coltivazione di varieta’ del MON810 proveniente da semigeneticamente modificati. Peraltro, c’e’ il serio rischio dicontaminazione nelle campagne, mettendo in pericolo la stessabiodiversita’ del territorio”. ”La nostra contrarieta’ al biotech non scaturisce da unascelta ideologica, ma dalla consapevolezza che -rimarca ilpresidente della Cia- l’utilizzazione degli Organismigeneticamente modificati puo’ annullare la nostra idea diagricoltura. Annullare, cioe’, l’unico vantaggio competitivodei suoi prodotti sui mercati: quello, appunto, dellabiodiversita’. Per non parlare del biologico. Non si trattadi una posizione oscurantista. Tutt’altro. Chiediamo allascienza di continuare a contribuire alla crescita di questotipo di agricoltura. E questo lo si puo’ fare senza ricorrereagli Ogm, come, del resto, e’ avvenuto fino ad oggi conrisultati molto importanti”.

”Da parte della Cia non c’e’, dunque, alcuna preclusionenei confronti della scienza, della ricerca. Il tutto,comunque, deve essere fatto -rileva Politi- nel pienorispetto del principio di precauzione e della tutela delleesigenze peculiari delle produzioni di qualita’ e tipiche deiterritori agricoli italiani”.

”Non dobbiamo, inoltre, sottovalutare che – conclude ilpresidente della Cia- nel nostro Paese c’e’ un fronte anti-Ogm molto piu’ ampio. La sicurezza alimentare, il principiodi precauzione, la qualita’ delle produzioni sono argomentiche stimolano gli interessi dei cittadini italiani, i qualihanno piu’ volte ribadito la loro contrarieta’ al biotech esoprattutto l’intenzione di voler mangiare bene, sano etipico”.

red/rus

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