Header Top
Logo
Martedì 23 Maggio 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Fao: fame si batte con sistemi alimentari piu’ sostenibili (1upd)

colonna Sinistra
Lunedì 14 ottobre 2013 - 14:22

Fao: fame si batte con sistemi alimentari piu’ sostenibili (1upd)

(ASCA) – Roma, 14 ott – Mancano 808 giorni alla scadenza deltermine che la comunita’ internazionale si e’ data con gliObiettivi di sviluppo del Millennio, per dimezzare il numerodegli affamati nel pianeta. Oltre 840 milioni di persone,pero’, ad oggi, sono ancora sottoalimentate e oltre il 70% diesse vive nelle aree rurali dei Paesi in via di sviluppo,paradossalmente a diretto contatto con quella terra chepotrebbe sfamarli. E’ per questo che la Fao, in vista del 16ottobre, Giornata mondiale della sicurezza alimentarededicata quest’anno a ”Sustainable Food Systems for FoodSecurity and Nutrition”, ha promosso questa mattina nel suoquartier generale, in collaborazione con la Direzionegenerale per la cooperazione del Ministero degli Esteriitaliano (Dgcs), un seminario di verifica del Programma perla sicurezza alimentare attraverso la commercializzazionedell’agricoltura (Fsca) cui ha presenziato il Direttoregenerale della Cooperazione italiana Giampaolo Cantini e, perla Fao, la vice direttore generale Maria Helena Semedo. ”LaFao valuta che tra il 30 e il 40% della produzione di cibo siperda prima di raggiungere il mercato – ha spiegato Semedo -e con il lancio nel 2007 del Fsca, che l’Italia hacofinanziato attraverso il suo contributo al Trust fundglobale per la sicurezza alimentare (Gtfs), e’ statadimostrata la lungimiranza delle due istituzioni nel sostegnoai sistemi agricoli piccoli e medi e al loro aggancio aimercati in ben 34 Paesi che, stando ai nostri dati, hannomigliorato la propria sicurezza alimentare e il redditolegato alle attivita’ rurali”. Bright Rwamirama, Ministro dell’Agricoltura dell’Uganda,ha spiegato, ad esempio, che grazie al Fcsa il suo dicatero”e’ riuscito a raggiungere 67mila individui e 403organizzazioni e cooperative di agricoltori, traghettandoneil 30% verso una formalizzazione della propria realta’ estimolando in tutte un aumento medio del 30-35% delletransazioni commerciali”. Moussa Djagoudi, esperto Fao perl’Africa occidentale, ha citato il caso positivo della SierraLeone, uno dei 7 Paesi dell’area che hanno goduto dicontributi per oltre 22 milioni di dollari.

Grazie allo sviluppo di 30 Agricultural business center(Abc), dove i contadini possono stoccare, conservare,trasformare, ma anche commerciare i propri prodotti, oltre300 gruppi di produttori della Sierra Leone sono riusciti adiversificare la propria produzione e rafforzare le filierestrategiche di riso, vegetali, miele e ortaggi, riducendo laperdita di produzione che per loro superava il 40% delraccolto. Jorge Alberto Salinas Rodriguez, Direttore dell’Ufficioplanning del Ministero dell’Agricoltura di El Salvador, haspiegato che nel suo Paese i fondi Fao sono serviti arafforzare il Piano dell’agricoltura familiare nazionalepuntando su 10 filiere strategiche che hanno coinvolto 608produttori di frutta e verdura che prima del progettoperdevano il 18-20% produzione, e arrivando a ridurre leperdite all’8-10%. Grazie alla creazione di 25 posti dilavoro nei settori della pianificazione dei raccolti, nellagestione e nella logistica, si e’ arrivati a inserire neisupermercati locali 30mila chili di platano, 125mila chili dijocote e 8mila di loroco saltando le intermediazioni, con unmiglioramento dei profitti dell’80% per il platano e del 50%per le altre derrate. Si e’ concluso un anno fa, infine, ilprogetto pioniere sostenuto dal Fondo fin dal 2008 in 15Paesi dei Caraibi e che e’ riuscito, in Dominica, a creare unmarchio di ananas nazionale, Nippa, assolutamente competitivocon i grandi brand globali. ”Non possiamo chiudere gli occhi sui numeri della fameche rimangono elevati, ma anche sulla complessita’ delsistema alimentare – ha commentato nel suo intervento ilDirettore della Cooperazione italiana Cantini -. Per questosi conferma lungimirante l’approccio promosso dall’Italia conil sostegno a questo Fondo, nell’idea di risolvere ilproblema della sicurezza alimentare alle radici econcentrandoci tutti, in tempo di scarsita’ di risorse, suiniziative capaci di concreti impatti positivi”.

sis/mpd

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
[an error occurred while processing this directive]
Torna su