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Venerdì 11 ottobre 2013 - 15:11

Roma: e’ morto Erich Priebke

(ASCA) – Roma, 11 ott – E’ morto oggi a Roma Erich Priebke. A darne notizia il legale Paolo Giachetti che, al telefono con l’ASCA, ha precisato che l’ex SS e’ morto intorno all’ora di pranzo di vecchiaia e che ancora ”non e’ stato reso noto il giorno del funerale”. Erich Priebke, capitano delle SS, opero’ in Italia durante la seconda guerra mondiale, condannato all’ergastolo per aver partecipato alla pianificazione e alla realizzazione dell’eccidio delle Fosse Ardeatine. Priebke era nato a Hennigsdorf, in Germania il 29 luglio 1913 e gia’ a vent’anni aderi’ al Partito Nazionalsocialista ed il suo ‘zelo’ per l’ideologia hitleriana porto’ Heinrich Himmler in persona a sceglierlo per i corpi scelti delle SS. Come conseguenza dell’atto di armistizio, nel 1944, a Roma si pose sotto il comando di Herbert Kappler e dopo l’attentato di via Rasella, il 23 marzo 1944, fu tra gli autori delle esecuzioni di 335 ostaggi alle Fosse Ardeatine. Con la rotta delle forze tedesche anche in Italia, il capitano Priebke fuggi’ da un campo di prigionia presso Rimini e dopo aver ricevuto documenti falsi a Roma, si rifugio’ in Argentina, a San Carlos de Bariloche, ai piedi delle Ande argentine. Per anni riusci’ a sfuggire alla cattura per i processi per crimini di guerra e, anche se i servizi segreti israeliani per molto tempo gli diedero la caccia, non fu mai scoperto. Di fatto fu un libro a farlo arrestare. La partecipazione di Priebke al massacro delle Fosse Ardeatine venne, infatti, denunciata nel libro di Esteban Buch ‘El pintor de la Suiza Argentina’ (‘Il pittore della Svizzera Argentina’) ed a partire da questo libro, nel 1994, il giornalista statunitense Sam Donaldson lo intervisto’ a San Carlos de Bariloche in Argentina per conto dell’emittente ABC. Le autorita’ italiane inoltrarono, quindi, la richiesta di estradizione a quelle argentine e Priebke fu arrestato e trasferito nel nostro Paese in Italia nel novembre 1995 per essere rinchiuso nel carcere militare Forte Boccea di Roma con l’accusa di crimini di guerra. Le altalenanti e diverse fasi processuali portarono, nel marzo 1998, la Corte d’appello militare alla condanna all’ergastolo. Sentenza poi confermata nel novembre dello stesso anno dalla Corte di Cassazione. Dal 2009 e’ stato concesso all’ex SS di uscire di casa ”per fare la spesa, andare a messa, in farmacia” ed affrontare ”indispensabili esigenze di vita”. L’ex capitano nazista risiedeva a Roma, in zona Aurelio-Boccea, a poca distanza dall’ex carcere militare dove e’ stato detenuto. gc/

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