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Venerdì 11 ottobre 2013 - 13:10

Papa: bandire per sempre antisemitismo. Vigilare contro intolleranza

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 ott – ”Mantenere semprevigile la nostra attenzione affinche’ non riprendano vita,sotto nessun pretesto, forme di intolleranza e diantisemitismo, a Roma e nel resto del mondo. L’antisemitismosia bandito dal cuore e dalla vita di ogni uomo e di ognidonna!”. A chiederlo e’ papa Francesco che stamane haricevuto stamane in Vaticano una Delegazione della Comunita’Ebraica di Roma, in occasione del 70* anniversario delladeportazione degli Ebrei di Roma. Presenti il Rabbino Capo diRoma, Riccardo Di Segni, il Presidente della Comunita’ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, e il Presidentedell’Unione delle Comunita’ Ebraiche Italiane, RenzoGattegna. Il papa, parlando a braccio, e’ poi tornato a ribadire chel’antisemitismo e’ ”una contraddizione” soprattuto per icristiani che ”hanno radici comuni” con gli ebrei e che uncristiano, quindi, ”non puo’ mai essere antisemita”.

”Paradossalmente, – ha detto il papa – la comunetragedia della guerra ci ha insegnato a camminare insieme”.

Da qui il ricordo del 70* anniversario della deportazionedegli Ebrei di Roma che porto’, ha aggiunto papa Bergoglio, a”tante vittime innocenti della barbarie umana, con le lorofamiglie”.

”Quell’anniversario ci permettera’ anche – ha aggiuntoFrancesco – di ricordare come nell’ora delle tenebre, lacomunita’ cristiana di questa citta’ abbia saputo tendere lamano al fratello in difficolta’. Sappiamo come molti istitutireligiosi, monasteri e le stesse Basiliche Papali,interpretando la volonta’ del Papa, abbiano aperto le loroporte per una fraterna accoglienza, e come tanti cristianicomuni abbiano offerto l’aiuto che potevano dare, piccolo ogrande che fosse”.

Il papa ha poi invitato cristiani ed ebrei ad approfondirela ”riflessione teologica attraverso il dialogo”. Ma ”e’anche vero che esiste un dialogo vitale, quellodell’esperienza quotidiana, che non e’ meno fondamentale. -ha spiegato – Anzi, senza questo, senza una vera e concretacultura dell’incontro, che porta a relazioni autentiche,senza pregiudizi e sospetti, a poco servirebbe l’impegno incampo intellettuale”. Un dialogo ed una conoscenza che non sempre ci sono statianche a Roma. ” Come Vescovo di Roma, sento particolarmentevicina la vita della Comunita’ ebraica dell’Urbe: so cheessa, – ha affermato il papa – con oltre duemila anni diininterrotta presenza, puo’ vantarsi di essere la piu’ anticadell’Europa occidentale. Da molti secoli dunque, la Comunita’ebraica e la Chiesa di Roma convivono in questa nostracitta’, con una storia – lo sappiamo bene – che e’ stataspesso attraversata da incomprensioni e anche da autenticheingiustizie. E’ una storia, pero’, che, con l’aiuto di Dio, -ha concluso il pontefice – ha conosciuto ormai da moltidecenni lo sviluppo di rapporti amichevoli e fraterni”.

gc/

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