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Giovedì 10 ottobre 2013 - 09:42

Fisco: Gdf sequestra a Gelli ‘Villa Wanda’ per presunta frode

(ASCA) – Arezzo, 10 ott – Questa mattina, militari delComando Provinciale della Guardia di Finanza di Arezzo hannosottoposto a sequestro preventivo, disposto dal GIP AnnamariaLoprete ‘Villa Wanda’, la storica dimora di Licio Gelli.

La villa si trova sulla collina di Santa Maria delle Graziead Arezzo ed e’ composta da due fabbricati, per un totale di32,5 vani, con annessi piscina e locale serra, e da terreniagricoli della superficie complessiva di mq 11.150.

E’ questo l’epilogo di una indagine molto complessa, condottadal Nucleo di Polizia Tributaria di Arezzo assieme allalocale Direzione Provinciale dell’Agenzia delle Entrate, cheha consentito, afferma una nota, ”di scoprire un sistema difrode architettato dalla famiglia Gelli al fine di non pagarele imposte dovute allo Stato ed evitare che Equitalia potessepignorare la villa di famiglia, tentando di venderlafittiziamente ad una societa’ terza”.

La vicenda risale al 1998, quando l’Agenzia delle Entratearetina entrava in possesso di un testamento olografo diLicio Gelli, rinvenuto dalle Autorita’ di Polizia Giudiziariafrancesi, attestante sue significative disponibilita’patrimoniali in territorio estero, nonche’ di documentazionecomprovante il sostenimento di spese a favore dei tre figli,Raffaello, Maria Rosa e Maurizio, per rilevantissimi importi,ben superiori ai redditi dichiarati.

Da qui derivano contestazioni di omessi pagamenti diimposte sui redditi e di registro, che, dopo i ricorsi vintidall’Amministrazione Finanziaria davanti alle CommissioniTributarie, sono stati quantificati in cartelle esattorialinei confronti di Licio Gelli per 8,8 milioni di euro, delfiglio Maurizio per 7,2 milioni, della figlia Maria Rosa per1,1 milioni e del primogenito Raffaello per 500 mila euro.

Oltre a questo, dalle indagini e’ emerso che, gia’ nel 2007,gli indagati, consapevoli dei rilevanti debiti da pagareall’Erario e prevedendo l’attivazione prossima ventura delleprocedure di riscossione coattiva da parte di Equitalia,”hanno pianificato e realizzato, in un brevissimo arcotemporale, una serie di atti e negozi giuridici fittizi persvestirsi della proprieta’ di ‘villa Wanda’, mediante lasimulazione della dismissione a terzi da parte della storicasocieta’ proprietaria che era al 100% controllata dai trefigli”.

Due, afferma la Guardia di Finanza, sarebbero i passaggichiave dell’operazione fraudolenta: le iscrizioni ipotecariesull’immobile a favore della moglie di Licio Gelli e delnipote, a fronte di crediti vantati dagli stessi perl’erogazione di presunti finanziamenti nei confronti dellasocieta’ di famiglia; quindi, ottenuta tale giustificazioneformale, la successiva alienazione del compendio immobiliarenell’asse patrimoniale di una societa’ romana, precostituitaad hoc e sempre riconducibile ai medesimi congiunti di LicioGelli.

Secondo la Gdf Licio Gelli, i tre figli, la moglie e ilnipote avrebbero quindi commesso il reato di sottrazionefraudolenta al pagamento di imposte.

afe/cam

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