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Giovedì 10 ottobre 2013 - 13:02

Acqua: D’Angelis, 3 italiani su 10 senza allacci fognature e depuratori

(ASCA) – L’Aquila, 10 ott – ”Il ciclo dell’acqua non e’ solouna questione ‘ambientale’, ma tubi e opere infrastrutturalifunzionali. Dio ci ha donato la risorsa ma alleinfrastrutture dobbiamo pensarci noi, e sono molto costose.

E’ uno dei settori infrastrutturali in forte arretrato diopere e con territori in emergenza. Siamo il Paese che hainventato tremila anni fa acquedotti e fognature e oggi siamoin coda all’Europa nella gestione e nel trattamento delleacque reflue urbane; un gap che ci fa vergognare e cheabbiamo il dovere morale, prima che politico, di recuperareanche perche’ stiamo per ricevere sanzioni per infrazioni dainquinamento dall’Ue per 1.250 aggregati urbani (700 milionil’anno e il taglio di fondi Ue fino alla conquista del 100%della depurazione)”. Concetti stralciati dall’intervento delsottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, ErasmoD’Angelis, a chiusura, nell’ambito del Festival dell’Acquadell’Aquila, del dibattito ”Quando la terra trema:esperienze ed insegnamenti nella gestione dei serviziidrici”. Per D’Angelis, ancora, ”l’acqua bene universale mauniversalmente rimosso per anni anche dalle manovrefinanziarie, trovera’ con la Legge di Stabilita’ le primerisorse di sostegno da affiancare a quelle fondamentali dellatariffa per garantire un servizio universale efficiente atutti gli italiani”. ”E’ imbarazzante – ha sottolineato ilSottosegretario – che ci siano ancora 3 italiani su 10 nonallacciati a depuratori e fognature, e circa 10 milioni diitaliani serviti malissimo con acquedotti obsoleti oinsufficienti o inesistenti, soprattutto al Sud. Per farripartire gli investimenti – ha assicurato – abbiamo attivatoda tre mesi una task force con Regioni, Comuni e aziendepubbliche.

Ed e’ stata riattivata al Ministero la Direzione infrastruttureidriche e dighe. Dopo anni – ha concluso D’Angelis – il settoreidrico e’ tornato nell’agenda delle priorita’ del Governo”. iso/res

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