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Lunedì 7 ottobre 2013 - 15:02

Salute: allergologi Siaic, no a uso disinvolto erbe medicinali

(ASCA) – Cagliari, 7 ott – Il consumo di erbe medicinali e’in grande espansione, anche nel nostro paese, e con esso ilrischio di reazioni allergiche indesiderate e a voltemisconosciute. Non e’ raro assistere alla comparsa direazioni di varia natura che non sono immediatamente messe irelazione con quella che e’ la loro causa reale e cioe’ l’usodi prodotti che contengono erbe medicinali. Da Cagliari si leva deciso il monito degli allergologi dellaSiaic, a conclusione della quarta edizione della SIAICInteractive School ”SIS”. Con questo appello glispecialisti intendono porre l’accento sui possibili rischicollegati ad un uso non improprio delle erbe medicinali edalle loro interazioni con i farmaci. ”Le donne rispettoalla popolazione maschile sono piu’ a rischio di reazioniavverse – spiega Vincenzo Patella, Allergologo e ImmunologoClinico ASL Salerno e Docente Scuola di SpecializzazioneUniversita’ di Napoli Federico II – I dati ottenuti daglistudi di Medicina di Genere indicano che le donne utilizzanopiu’ degli uomini le medicine a base di erbe e prodotti perla cura di se’. Anche l’eta’ elevata e la bassa percezionedel benessere aumenta in modo significativo il consumo diprodotti a base di erbe e quindi un maggior rischio di usoinappropriato. I soggetti con molti sintomi (sei o piu’) sonopiu’ esposti ad un uso sconsiderato di questi farmaci e sonopiu’ esposti a reazioni gravi, spesso scatenatedall’interazione con farmaci convenzionali come ad esempio lemedicine utilizzate per la cura delle malattiecardiovascolari o addirittura contro i tumori.

”Si registra anche nel nostro paese – sottolinea SebastianoGangemi allergologo e immunologo clinico presso l’Universita’di Messina e consigliere della Siaic – insieme al largoconsumo il fatto che il consumatore abbia una insufficientepercezione dei rischi associati all’uso di questi prodotti.

Egli, anche a causa del passaparola favorito anche dallascarsa qualita’ delle informazioni a disposizione sul Web,nutre una fiducia quasi assoluta in tali erbe. Inoltre vigela consuetudine di autoprescriversi tali ritrovati, senzaalcuna supervisione del medico. Ma soprattutto, per taliprodotti non sono quasi mai garantiti lo stesso controllodegli standard di qualita’ e sicurezza richiesti ad esempioper i farmaci”. Fra le erbe medicinali in commercio menzionate nellarelazione di Gioacchino Calapai dell’Ema di Londra, ”la’Cimicifuga Racemosa’, utilizzata per i disturbi dellamenopausa, ma alla quale e’ stato imputato di poter provocaregravi danni al fegato, astenia e di innalzare gli enzimimuscolari – ammonisce Calapai – l”Hypericum Perforatum’,(Erba di San Giovanni), che viene usata contro depressione mae’ anche causa frequente di interazioni con i farmaci e, seassunta con farmaci antidepressivi puo’ causare una sindromeda eccesso di serotonina, una condizione che puo’ anchecausare la morte. Passando per il Citrus Aurantium, il comunearancio amaro, che ha mostrato un rischio di tossicita’cardiaca sia negli animali da laboratorio che nell’uomo. Perfinire con il Piper Methysticum (noto anche come Kava), cheha effetti afrodisiaci, inebrianti, utilizzato per i disturbidell’ansia e gli attacchi di panico ma che e’ stato ritiratodal commercio per i gravissimi danni al fegato”.

E un elenco lungo che include molte altre specie. Per questaragione, raccomandano gli specialisti, occorre uno sforzomaggiore da parte della stessa classe medica che attraversol’anamnesi del paziente deve raccogliere informazioni sullesue abitudini chiedendo informazioni su eventuali prodottiper la salute assunti autonomamente. red/mpd

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