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Sabato 28 settembre 2013 - 11:53

Crisi: Coldiretti, 68% taglia la cena fuori. 57% anche spesa domestica

(ASCA) – Roma, 28 set – Per effetto della crisi il 68 percento degli italiani ha tagliato i pasti fuori casa neiristoranti, al bar in trattoria o in pizzeria mentre il 60per cento ha anche ridotto le spese per l’intrattenimento conuna netta tendenza al peggioramento rispetto allo scorso annoed effetti drammatici sulle imprese e sull’occupazione,evidenziati anche da Confesercenti. C’e’ un 57% degliitaliani, poi costretto a tagli anche nei prodotti domesticidi largo consumo.

E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sullabase dei dati Nielsen relativi al secondo trimestre 2013 daiquali si evidenzia il rischio di alimentare ulteriori effettirecessivi al consumo con l’aumento dell’aliquota Iva chescatta il primo ottobre. Minori acquisti riguardano infatti – sottolinea Coldirettiin una nota – dal 68 per cento dei consumatori che hannotagliato sull’abbigliamento al 43 per cento che usano menol’auto ma anche il 57 per cento degli italiani che perrisparmiare e’ stato costretto a scegliere a prodotti piu’economici nel largo consumo. Un esempio eclatante – precisa Coldiretti – e’rappresentato dal fatto che per la prima volta dal loroarrivo in Italia si e’ addirittura ridotta la spesa degliitaliani per l’acquisto di insalate pronte fresche econfezionate (IV gamma) che erano state immuni dalla crisi edin grado di esprimere fino ad ora tassi di crescita anche adue cifre. Per questi prodotti – riferisce Coldiretti – si e’verificato un crollo record della spesa del 7,5 per cento neiprimi otto mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del2012 secondo l’Ismea. Gli italiani adesso preferisconopassare piu’ tempo in cucina a lavare e tagliare l’insalata esottrarre tempo al tempo libero pur di contenere i budgetfamiliari. Fino alla fine del 2012, gli acquisti delle verdure di IVgamma – ricorda Coldiretti – hanno registrato un costantetrend in crescita, complici l’elevato contenuto di servizio ela praticita’ d’uso che ne hanno fatto impennare i consumidel 380 per cento in dieci anni nonostante prezzi decisamentepiu’ elevati rispetto al fresco tradizionale. A preoccupareper i prossimi mesi e’ quindi – sostiene la Coldiretti -l’aumento dell’aliquota Iva che avrebbe un effetto valangasull’88 per cento della spesa degli italiani che vienetrasportato su strada, a seguito del rincaro del costo delcarburante. L’innalzamento dell’aliquota dal 21 al 22 per cento -evidenzia l’associazione di caegoria – colpisce direttamentei bicchieri degli italiani con rincari dalle bevande gassateai superalcolici, dai spumanti alla birra, dai succhi difrutta al vino, fino all’acqua minerale, mentre sono esclusila maggioranza dei prodotti di largo consumo come frutta,verdura, carne, latte e pasta. In realta’ ad essere coinvolto e’ l’intero sistemaeconomico. Se si vuole ripartire il primo punto da affrontare- conclude la Coldiretti – e’ quello di non penalizzareulteriormente i consumi riducendo ulteriormente il potere diacquisto, compromesso dalla crisi.

com-stt/sam/

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