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Martedì 24 settembre 2013 - 13:04

Mafia: inquirenti, da Cinzia Mangano estorsione senza violenza

+++ Il capo della Squadra Mobile Giuliano: ”Non c’erabisogno di presentazione”, bastava il cognome +++.

(ASCA) – Milano, 24 set – Cinzia Mangano, la figlia diVittorio (boss di Cosa Nostra noto come ‘lo stalliere diArcore’), aveva un ruolo apicale nell’organizzazione mafiosasgominata questa mattina dagli uomini della Squadra Mobile diMilano. In manette, insieme a lei, sono finite altre 7persone, tra cui anche Enrico Di Grusa, genero dello stessoMangano (sposato con sua figlia Loredana, sorella di Cinzia,perquisita nell’operazione di questa mattina ma non iscrittanel registro degli indagati) e Giuseppe Porto, anch’essiconsiderati capi dell’organizzazione.

E’ soprattutto un particolare che emerge dalle indagini atestimoniare il ruolo di vertice avuto nella cosca daidiretti parenti dell’ex stalliere di Arcore, deceduto nel2000: Cinzia Mangano e Giuseppe Porto sono i direttiprotagonisti di due casi di estorsione a danno di unimprenditore lombardo. E in entrambe le circostanze, comechiarisce Alessandro Giuliano, capo della Squadra Mobile diMilano, non c’e’ stato bisogno di ricorrere violenza: ”Nonc’e’ bisogno di presentazione”, bastava fare il nome diMangano.

Le indagini coordinate dalla Dda di Milano hanno portatoalla luce un complesso meccanismo, composto da una rete dicooperative ciclicamente aperte, chiuse e messe inliquidazione. La base logistica dell’organizzazione era unastazione di rifornimento ”Esso” di Milano, zona PiazzaleCorvetto, dove venivano accolti gli esponenti di Cosa Nostrain arrivo da Palermo. Il sistema, attraverso un meccanismo difalse fatturazioni, sfruttamento dei manodopera clandestina ein nero (gli investigatori parlano di lavoratori vittime diun ”trattamento da bestie”), ha permesso alla cosca, attivain Lombardia almeno dal 2007, di accumulare enormi somme didanaro destinate al sostenere economicamente e logisticamentefamiliari e parenti di esponenti di Cosa Nostra dietro lesbarre. Ma gli stessi esponenti erano destinatari di fiumi didenaro. Soprattutto Porto e’ amante del lusso: ama girare inFerrari e trascorrere le vacanze a bordo di un mega-yachtormeggiato nei dintorni di Palermo. Nel blitz sono statisequestrati beni mobili e immobili per quasi 3 milioni dieuro. fcz/sam/

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