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Martedì 24 settembre 2013 - 17:31

Diffamazione: Belpietro vince ricorso a Strasburgo, ”no al carcere”

(ASCA) – Roma, 24 set – Condannare un giornalista allaprigione e’ una violazione della liberta’ d’espressione,salvo casi di incitamento alla violenza o diffusione didiscorsi razzisti. Lo ha stabilito oggi la Corte europea deidiritti dell’uomo, dando ragione a Maurizio Belpietro,condannato a 4 mesi dalla Corte d’Appello di Milano.

Il direttore di Libero ha dunque vinto il suo ricorso aStrasburgo contro la condanna per diffamazione inflittaglidopo la pubblicazione, nel novembre 2004, di un articolofirmato da Raffaele Iannuzzi dal titolo ‘Mafia, 13 anni discontri tra pm e carabinieri’, ritenuto diffamatorio neiconfronti dei magistrati Giancarlo Caselli e Guido Lo Forte.

La Corte europea dei diritti umani ha condannato l’Italia,per aver violato il diritto alla liberta’ d’espressione, aversare a Belpietro 10 mila euro per danni morali e 5 milaper le spese processuali. Nella sentenza i giudici di Strasburgo spiegano che unapena cosi’ severa come il carcere rappresenta una violazionedel diritto alla liberta’ d’espressione. Belpietro venneinfatti condannato dalla Corte d’Appello di Milano non solo arisarcire Lo Forte e Caselli per un totale di 110 mila euro,ma anche a quattro mesi di prigione. E, secondo la Corte, e’questa parte della condanna, anche se poi sospesa, acostituire una violazione della liberta’ d’espressione deigiornalisti.

rba/uda

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