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Lunedì 23 settembre 2013 - 10:39

Roma: sgominata organizzazione sfruttamento prostituzione…(1 update)

(ASCA) – Roma, 23 set – La Squadra mobile della questura diRoma ha eseguito 9 provvedimenti restrittivi a carico dicittadini stranieri responsabili, a vario titolo, diassociazione per delinquere finalizzata al reclutamento,induzione e allo sfruttamento della prostituzione, ancheminorile. Lo comunica in una nota la questura di Roma precisando che3 ordinanze di custodia cautelare, emesse dal Gip di Roma,sono state eseguite nella prima mattina odierna tra Pomezia eRoma, mentre 6 fermi di indiziato di delitto sono statieffettuati nei comuni di Albano, Ardea e Pomezia gia’ loscorso 12 settembre. I provvedimenti sono giunti al termine di un’intensaattivita’ investigativa – condotta dalla Squadra mobile diRoma a partire da marzo scorso, sotto la direzione delsostituto procuratore, Claudia Terracina della procura diRoma – che ha permesso di accertare l’esistenza di unsodalizio criminale, operante da diversi anni e composto dacittadini rumeni gravitanti nel hinterland romano.

Le vittime, tutte giovanissime donne rumene, una dellequali minorenne, venivano costrette dai propri connazionali aprostituirsi durante il giorno lungo le strade consolariArdeatina e Laurentina.

Le donne erano sottoposte dai propri sfruttatori, ai qualiin alcuni casi erano legate da vincoli affettivi, a continuevessazioni e minacce, come fossero ”cose” soggette aldiritto di proprieta’, ridotte e mantenute in un continuostato di soggezione.

Gli inquirenti della Polizia di stato hanno preso le mosseda alcune prime timide dichiarazioni rese da una di loro nelcorso di un controllo di polizia ed hanno, successivamente,permesso di accertare l’esistenza di un’organizzazione benstrutturata gerarchicamente, evidenziando per ogni associatoun ruolo specifico.

Al vertice della struttura C.V., 39 anni, il qualestabiliva le tariffe, concedeva i permessi e assegnava iposti. Questo inoltre si occupava, anche tramite sua moglie,di reclutare le donne in Romania. Mentre i singoli protettoriavevano il duplice ruolo di organizzatori del sodaliziocriminale e di sfruttatori di ciascuna vittima.

Dalle indagini e’ emerso che una cifra variabile tra le200 e le 300 euro dovesse essere versata settimanalmente perogni donna ”autorizzata” dall’organizzazione ad esercitarel’attivita’ di meretricio nelle zone di loro competenza. Nelcorso dell’indagine sono state oltre dieci le vittimeidentificate.

Oltre ai soldi, destinati ad assicurarsi il posto dilavoro, le donne dovevano dividere il restante guadagno colproprio diretto protettore che, insieme agli altrimalviventi, esercitava per conto dell’organizzazione unastretta vigilanza dei luoghi di lavoro, assicurando ilrispetto delle zone e degli orari.

Le somme del ”canone” imposto venivano poi versate daiprotettori al vertice dell’organizzazione, direttamente ofacendole recapitare tramite corrieri, oppure transazionibancarie, in Romania, dove venivano reinvestite perl’acquisto di immobili.

com-stt/cam/rob

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