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Venerdì 20 settembre 2013 - 12:49

Papa: ‘si” senza tentennamenti a vita. Volto di Dio in bimbi non nati

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 20 set – ”Ogni bambino nonnato, ma condannato ingiustamente ad essere abortito, ha ilvolto del Signore, che prima ancora di nascere, e poi appenanato ha sperimentato il rifiuto del mondo. E ogni anziano,anche se infermo o alla fine dei suoi giorni, porta in se’ ilvolto di Cristo. Non si possono scartare!”. Lo ha detto oggipapa Francesco ricevendo in Vaticano un gruppo di ginecologiche stanno partecipando all’Incontro promosso dallaFederazione Internazionale delle Associazioni dei MediciCattolici.

Il papa ha, cosi’ voluto ribadire il ”si’ deciso e senzatentennamenti alla vita”, come risposta alla ”diffusamentalita’ dell’utile, la ‘cultura dello scarto’, che oggi -ha detto Francesco – schiavizza i cuori e le intelligenze ditanti” e che ha, ha fatto notare, ”un altissimo costo”perche’ ”richiede di eliminare esseri umani, soprattutto sefisicamente o socialmente piu’ deboli”.

Rivolgendosi poi direttamente ai medici cattolici, il papaha sottolinato quello che ha definito ”una situazioneparadossale” che riguarda la professione medica. ”Da una parte constatiamo, e ringraziamo Dio ,- ha notato- per i progressi della medicina, grazie al lavoro discienziati che, con passione e senza risparmio, si dedicanoalla ricerca di nuove cure. Dall’altra, pero’, riscontriamoanche il pericolo che il medico smarrisca la propriaidentita’ di servitore della vita”. In questo senso papaFrancesco parla esplicitamente di ”disorientamentoculturale” che ha ormai ”intaccato anche quello chesembrava un ambito inattaccabile”, quello della medicina.

”La situazione paradossale – ha poi detto il papa – sivede nel fatto che, mentre si attribuiscono alla personanuovi diritti, a volte anche presunti, non sempre si tutelala vita come valore primario e diritto primordiale di ogniuomo”. Bergoglio ha cosi’ ribadito che ”il fine ultimodell’agire medico rimane sempre la difesa e la promozionedella vita”. ”Nell’essere umano fragile ciascuno di noi – ha qundiconcluso – e’ invitato a riconoscere il volto del Signore,che nella sua carne umana ha sperimentato l’indifferenza e lasolitudine a cui spesso condanniamo i piu’ poveri, sia neiPaesi in via di sviluppo, sia nelle societa’ benestanti”.

gc/

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