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Venerdì 20 settembre 2013 - 12:35

Cultura: Aie, da 2008 spesa italiani per libri d’arte scesa di 10,2 mln

(ASCA) – Roma, 20 set – Export, libri pregiati, ma ancheebook e app: passa di qui il futuro del libro d’arte inItalia secondo il Rapporto sull’editoria d’arte in Italia2013, curato dall’Ufficio studi dell’Associazione ItalianaEditori (Aie) e disponibile a partire da oggi, 20 settembre,in occasione del Festival Artelibro su tutte le piattaforme.

I dieci anni della manifestazione bolognese (in programma aBologna fino a domenica 22 settembre) coincidono infatti conuna trasformazione profonda in atto del settore, che coprecon il 6,5% dei titoli d’arte ormai poco meno del quattro percento del fatturato trade (3,8% per la precisione). E che havisto dal 2008 a oggi, in soli quattro anni, gli italianispendere 10,2 milioni di euro in meno per acquistare librid’arte.

Meno 9,3% nel 2012: registra una secca flessione ilsettore nei canali trade (quelli rivolti al pubblico:librerie, librerie online, Grande distribuzioneorganizzata).

Il segmento dei cataloghi (cataloghi e monografie,fotografia e architettura, design e antiquariato), in cui e’largamente prevalente l’immagine, registra un andamentonegativo ancor piu’ accentuato della media: -23,1% tra 2008 e2012. Comunque negativa, ma solo in misura meno marcata(-8,2%), l’altra componente, quella della saggistica d’arte.

Offerta stabile ma con un taglio netto di oltre il 30%delle copie per singolo titolo: l’offerta rimane stabile e sicolloca tra 2000 e 2011 tra i 3.100 e i 3.600 titoli. Oggi sipubblicherebbero, in base ai dati Istat, quasi lo stessonumero di titoli (159 in piu’) che si pubblicavano nel 2000:+5,1% (una crescita dell’offerta di un misero +0,46% in mediaannua). Il vero, profondo cambiamento si rilevanell’andamento della produzione a copie. Nel 2000 gli editoripresenti in questo segmento stampavano e immettevano neicanali distributivi quasi 8 milioni di pezzi. Nel 2011 sonodiventati 5,3 milioni (-32,4%). Il futuro digitale e’ la strada? Forse, ma nonnell’immediato: gli e-book d’arte sono in crescita (sono 1700e rappresentano il 3,2% degli ebook in commercio,), mal’e-reader non e’ il device elettivo per questa produzioneche forse dovra’ aspettare una maggior diffusione di tablet(mini e a prezzo piu’ basso). Le app per ora sono troppocostose da sviluppare: solo sull’Apple store ne sono stateindividuate 214, un quarto delle quali realizzate in Italia.

Si punta, quindi, su editoria facsimilare ed export:aumenta infatti l’offerta dei libri facsimilari che cresconodel 68% tra 2004 e 2011, passando da 93 a 156 titoli. Ilrisultato e’ un mercato che si poteva stimare per il 2010 innon meno di 14,5 milioni di euro; e in 16,0 milioni di euronel 2011 (+ 7% sul 2009 anche se molto dipende dall’offertamessa sul mercato). Numeri importanti anche per il made inItaly, per la valorizzazione del patrimonio culturaleitaliano (spesso l’edizione e’ occasione del restauro/studiodel codice), di attivita’ e competenze a cavallo tradimensione artigianale e quella industriale.

La piu’ forte oggi e’ la via dell’internazionalizzazione:i libri d’arte contribuiscono infatti con il 25,9% all’exportcomplessivo di diritti di edizione dell’editoria italiana.

Quello dell’editoria e dei cataloghi d’arte, di immagini, didesign e architettura, di lifestyle, moda, ma anche delleriviste di architettura, ecc. un settore ad alta vocazioneinternazionale: il 5,6% dei titoli d’arte e’ pubblicatodirettamente in inglese. Le coedizioni (o edizioni dirette)crescono sui nuovi mercati internazionali: tra 2000 e 2011 lecoedizioni in lingua straniera (il 96% in lingua inglese) efatte con editori stranieri sono cresciute infatti del 26%.

red/mau/bra

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