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Giovedì 19 settembre 2013 - 11:15

Infanzia: Save the Children, aumentano morti neonati. Ogni anno 3mln

(ASCA) – Roma, 19 set – Diffuso oggi il rapporto ‘MondiDispari. Ridurre le disuguaglianze per combattere lamortalita’ infantile’ di Save the Children in occasione delrilancio della campagna Every One’: ogni anno 6,6 milioni dibambini muoiono prima di aver compiuto 5 anni per causeprevenibili e curabili, come malaria, morbillo, polmonite,complicazioni neonatali o dissenteria. E la malnutrizione e’la concausa della meta’ di queste morti.

Nel 2000, si legge nella nota di Save the Children, ileader mondiali con gli ‘Obiettivi di Sviluppo del Millennio’si sono impegnati a costruire un mondo piu’ equo per tutti,abbattendo la distanza tra paesi ricchi e paesi in via disviluppo, proponendosi tra l’altro di dimezzare la poverta’estrema, ridurre la mortalita’ infantile e materna,assicurare l’istruzione elementare universale, entro il 2015:al momento, secondo gli attuali andamenti e nonostante iprogressi, questi obiettivi saranno solo parzialmenteraggiunti. Ad esempio, nonostante la mortalita’ infantile siascesa da 9 a circa 6 milioni di bambini all’anno dal 2009 adoggi, non si e’ assistito ad un decremento uniforme delfenomeno, equamente distribuito in tutti i paesi e per tuttele popolazioni. Il decremento, ad esempio non ha riguardatola mortalita’ neonatale: sul totale di decessi infantili(sotto i 5 anni) la proporzione di bambini morti nei primi 28giorni di vita e’ aumentata, raggiungendo oltre i 3 milioni.

”La nostra e’ la prima generazione della storia che hal’opportunita’ di sradicare la mortalita’ infantile – percause facilmente prevedibili – dal mondo e per sempre.

Abbiamo il dovere di farlo!” ha affermato Valerio Neri,direttore generale di Save the Children Italia. ”Tramortalita’ materno-infantile e poverta’ pero’ vi e’ una forteinterdipendenza, nella quale la poverta’ gioca il doppioruolo di causa e di effetto. La mortalita’ materna einfantile non puo’ essere combattuta efficacemente ne’sconfitta se non si affrontano le questioni legate alledisuguaglianze sociali, economiche e culturali. Due le sfideprincipali da vincere: raggiungere tutti i bambini, inparticolare i piu’ poveri fra i poveri, e intensificare gliinterventi di salute sui neonati. Ancora oggi, infatti, 1milione di bambini muore nel primo giorno di vita”.

”Fermare la mortalita’ materno-infantile implica unimpegno focalizzato esplicitamente sui gruppi di popolazionepiu’ vulnerabili: i piu’ poveri – ha dichiarato ClaudioTesauro, presidente di Save the Children – Fondamentale inquesto quadro e’ l’apporto dei Paesi Grandi donatori e ilrispetto degli impegni presi. L’Italia, ad esempio, si e’impegnata finanziariamente con 75 milioni di dollari asupportare la Muskoka Initiative on Maternal, Newborn andChild Health, un’iniziativa internazione per la promozionedella salute infantile e materna lanciata nel 2010, ma difatto il nostro Paese e’ stato l’unico membro del G8 a nonaver ancora mantenuto fede alle promesse fatte, visto che nel2012 e ugualmente nel 2013 le erogazioni risultano pari azero. Auspichiamo pertanto che il nostro Governo tenga fedeagli impegni presi in ambito internazionale, e contribuisca adefinire un nuovo quadro di sviluppo post-2015 che affondi leradici su di un criterio di equita”’.

red

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