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Mercoledì 18 settembre 2013 - 16:57

Crisi: si abbatte anche sui ristoranti, chiusi 9.500 esercizi

(ASCA) – Roma, 18 set – La ”grande crisi”, a dispetto di avventate dichiarazioni sui ristoranti pieni, non ha risparmiato il settore che nel solo 2012 ha perso consumi per 1,6 miliardi di euro. E nel 2013, in linea con il persistere della congiuntura negativa della domanda, il risultato atteso e’ di un’ulteriore contrazione per oltre un punto percentuale. Nel solo 2012 le imprese che hanno avviato l’attivita’ sono state oltre 16.000 con un numero di cessazioni di 25.678 unita’, facendo registrare un saldo negativo di 9.345 imprese. Nel primo semestre del 2013 hanno avviato l’attivita’ 9.985 imprese mentre 14.871 l’hanno cessata. Questi gli allarmanti dati forniti dalla Fipe-Confcommercio in occasione della presentazione della nuova collana ‘Le Bussole’ con il primo volume ‘La ristorazione’, guida per gli imprenditori, vecchi e nuovi, per trovare idee per le loro aziende e per promuovere i loro locali. Nel dettaglio, la spesa delle famiglie per ristorazione vale 73 miliardi di euro (anno 2012), pari al 35% dell’intera spesa alimentare. Dopo Spagna e Gran Bretagna, l’Italia e’ il Paese europeo con la maggiore incidenza dei consumi alimentari fuori casa sul totale della spesa alimentare (35% a fronte di una media europea del 32%). In termini di spesa pro-capite gli italiani spendono in ristorazione circa 1.200 euro l’anno, il 32% piu’ dei francesi e il 53% piu’ dei tedeschi. Insomma, siamo il terzo mercato europeo. Ricco e articolato e’ il panorama imprenditoriale con piu’ di 100 mila ristoranti e 157 mila bar. Ma l’offerta di ristorazione non si esaurisce qui. Ci sono diecimila ristoranti in agriturismo, 27 mila esercizi take away, migliaia di ristoranti in luoghi non convenzionali (circoli sportivi, circoli culturali, ecc.) ed altrettanti presenti come attivita’ secondaria in imprese che svolgono l’attivita’ principale in altri ambiti commerciali (alberghi, stabilimenti balneari, ecc.). Tanti punti di ristorazione, ma anche tante aziende che falliscono – osserva la Fipe – nel tentativo di farsi strada in un contesto cosi’ frammentato. Difatti, il settore si caratterizza da sempre per un elevato turn over imprenditoriale. Aumenta, al contempo, l’avvio di nuove attivita’ da parte di imprenditori stranieri. Nel settore ce ne sono oramai piu’ di 40 mila attivi principalmente nelle tradizionali attivita’ di ristorazione. Nel complesso, osserva la federazione italiana pubblici esercizi, risultati pesanti che, tuttavia, assumono valenze meno negative se rapportati a quanto sta accadendo sul versante dei consumi alimentari domestici dove i tagli di budget delle famiglie hanno assunto dimensioni ciclopiche. red/rf

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