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Martedì 17 settembre 2013 - 10:52

Prezzi: Coldiretti, record latte (+25% su 2012), speculazione da 100 mln

(ASCA) – Roma, 17 set – Il prezzo del latte italiano allastalla sale ancora e raggiunge un nuovo record toccando i51,55 centesimi al litro, in aumento del 25% rispetto alloscorso anno, nell’ultima quotazione ‘spot’ settimanale allaborsa di Verona che e’ insieme a quella di Lodi il punto diriferimento nazionale. Lo rende noto la Coldiretti nelsottolineare che a crescere su valori massimi sono statianche i prezzi del latte pastorizzato importato con quello inarrivo dalla Germania che ha toccato il record di 52,58centesimi al litro. Le quotazioni continuano dunque a crescere e – denuncia laColdiretti – arriva a circa 100 milioni di euro il valoredella speculazione che le industrie possono realizzaresottopagando il latte agli allevatori ad appena 42 centesimial litro, secondo l’ultimo accordo siglato con alcuneorganizzazioni di settore per il semestre agosto 2013 -gennaio 2014 in Lombardia, dove si produce il 40 per centodel latte italiano. Un accordo che la Coldiretti haresponsabilmente rifiutato di firmare e che sta costando caroagli allevatori costretti ad affrontare un aumento stellaredei costi energetici e dell’alimentazione del bestiame che hafatto chiudere le stalle.

Con questi prezzi – spiega la Coldiretti – alle industrieconviene comprare il latte italiano sulla base dell’accordo a42 centesimi al litro, visto che costa meno. Poi c’e’ anchechi lo rivende, lucrando sulla differenza di quasi 10centesimi al litro con le quotazioni dello spot. E’ un fiumedi soldi nelle tasche di pochi, mentre gli allevamentiresistono a fatica e diversi chiudono. Dall’inizio dellacrisi nel 2007 ad oggi in Italia hanno cessato l’attivita’oltre seimila allevamenti con la produzione di latte che neicirca 38mila allevamenti rimasti nei primi sei mesi del 2013 si e’ ridotta in media di oltre il 3% rispetto allo scorsoanno, secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Agea, ma e’possibile che il deficit possa ulteriormente aggravarsi. Iltaglio della produzione – conclude la Coldiretti – e’ statodel 2,45%, in Lombardia, 2,15% in Emilia Romagna, del 2,73%in Piemonte, del 5,86% in Friuli, del 4,70 in Veneto, del7,86% nel Lazio, del 5,40% in Puglia, del 4,89% in Campania edel -4,76% in Sardegna, con il record negativo fatto segnarenelle Marche (-10,32%).

red

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