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Martedì 17 settembre 2013 - 15:39

Costa Concordia: Legambiente, si decida destinazione finale piu’ idonea

(ASCA) – Roma, 17 set – ”Complimenti allo staff e ailavoratori di Titan/Micoperi, con la Protezione Civile el’Osservatorio per il recupero della Costa Concordia con labuona riuscita della difficile rotazione del relitto; grazieanche all’Arpat, all’Universita’ e ai ricercatori che hannotenuto sotto controllo fino a questo momento il rischio diinquinamento. Ora, massima attenzione va dedicataall’evidente deformazione dello scafo e al forte danno subitodalla fiancata della Costa Concordia che poggiava sugliscogli, soprattutto per la messa in opera dei nuovi cassoniproprio su quel lato della nave, in vista del complessotrasporto del relitto nel porto dove sara’ effettuata lademolizione”. Cosi’ Vittorio Cogliati Dezza, presidentenazionale di Legambiente, ha commentato il successo delleoperazioni di recupero della nave da crociera sui fondalidell’isola del Giglio.

”Ci auguriamo fortemente che la Concordia, con lo scafocosi’ lesionato, sia condotta in un porto vicino in grado digarantire adeguatamente la sicurezza dei lavoratori edell’ambiente – ha continuato Cogliati Dezza – e per questorespingiamo con forza l’ipotesi, tornata a circolare, diportarla fino in Turchia, dove, come dimostrano anche recentiincidenti, molti cantieri non sono adeguati alle nuovenormative dell’Unione europea”. ”Siamo convinti – ha aggiunto il presidente diLegambiente Toscana Fausto Ferruzza – che la scelta miglioreper lo smaltimento sia quella del porto piu’ vicino,attrezzato a questo scopo. Concordiamo quindi col Presidentedella Regione Rossi sull’evitare ”di portare in giro per ilMediterraneo questo mostro d’acciaio con il rischio diprovocare gravi danni all’ambiente marino’, e crediamosarebbe opportuno che la vicenda della Concordia sitraducesse in opportunita’ per il nostro Paese. Questapotrebbe essere l’occasione per creare subito un poloattrezzato, all’avanguardia nel Mediterraneo e in linea conle misure richieste dalla recente normativa comunitaria, perrottamare le grandi navi secondo tecniche innovativerispettose dell’ambiente e della salute degli operai. Inquesto senso – ha continuato Ferruzza – torniamo asollecitare i Ministeri dei Trasporti e dell’Industriaaffinche’ procedano velocemente ad individuare il sito dismaltimento adeguato nel nostro Paese, cosi’ da contribuireanche a cancellare la vergogna mondiale delle rottamazioni abuon mercato in India”.

”La Concordia non puo’ piu’ essere considerata una nave,ma e’ ormai un enorme rifiuto, auspicabilmente galleggiante -ha concluso Cogliati Dezza – e per questo motivo riteniamoche la scelta della destinazione finale non possa essere piu’affidata al privato coinvolto nell’incidente. Per evitareogni rischio e” indispensabile evitare pericolose e lunghenavigazioni alla Costa Concordia per portarla nel portoattrezzato piu’ vicino”.

red/mau/rob

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