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Mercoledì 11 settembre 2013 - 18:16

Roma: Cremonesi (CCIAA) risponde ad accuse, nessuna sfiducia

(ASCA) – Roma, 11 set – ”Gli articoli sulla Camera diCommercio di Roma pubblicati oggi da alcuni quotidianicontengono alcune inesattezze che e’ bene chiarire”. E’quanto scrive in una nota il presidente della CCIAA,Giancarlo Cremonesi. ”Innanzitutto – spiega – secondol’attuale Statuto e in base alla normativa vigente, ilpresidente non puo’ essere sfiduciato in nessun caso. C’e’anche da precisare che i consiglieri sono 32 (compreso ilsottoscritto), non 30, come e’ stato scritto erroneamente.

Per eventuali modifiche statutarie serve una maggioranzaqualificata, cioe’ 22 voti, ammesso e non concesso che ildocumento sia stato firmato da 20 consiglieri. E comunque,l’unico metodo previsto dallo Statuto per cambiare la”governance” e’ quello delle dimissioni della maggioranzadei consiglieri che, facendo decadere il Consiglio,consentirebbe di procedere a nuove elezioni e quindi diverificare il vero ”peso di rappresentanza” delleassociazioni in base a fatturato, dipendenti e contributiversati. Il rinnovo del Consiglio camerale permetterebbeanche di garantire un’adeguata rappresentanzaall’imprenditoria femminile. Invito pertanto i firmatari deldocumento che, peraltro, non e’ stato ancora consegnato allaPresidenza, a procedere in tal senso se, come dicono,auspicano davvero una discontinuita’ ai vertici dellaCCIAA”. Entrando nel merito del confronto, Cremonesi si e’detto convinto che ”l’unica motivazione alla base deldocumento, che chiede una svolta programmatica e’ nellasmania di poltrone. E’ evidente che, in questo momento, leimprese romane hanno bisogno di tutto, fuorche’ di questirituali da Basso Impero”. Il presidente della Cciaasottolinea, infine, che ”l’invocata discontinuita’ mal siconcilia con l’azione unanime fin qui portata avanti daivertici camerali. Ricordo che tutti i provvedimenti degliultimi tre anni sono stati approvati all’unanimita’ dallagiunta, della quale fanno parte due dei firmatari deldocumento, a cominciare dal vicepresidente che e’corresponsabile di quanto deciso finora dalla CCIAA. E sfidotutti i consiglieri a indicare un solo provvedimento che siastato proposto e non recepito dall’attuale giunta”. Infine,sottolinea Cremonesi, ”al di la’ di ogni polemica, unraggruppamento che escluda Unindustria, l’Acer (costruttoriromani), l’Abi (l’associazione bancaria), Confcooperative ele organizzazioni agricole non puo’ avere la pretesa o,addirittura, arrogarsi il diritto di rappresentare tutte leimprese del territorio”. bet/lus

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