Header Top
Logo
Mercoledì 28 Giugno 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Salute: intervento a Firenze, via tumore prostata e insieme protesi pene

colonna Sinistra
Venerdì 30 agosto 2013 - 13:05

Salute: intervento a Firenze, via tumore prostata e insieme protesi pene

(ASCA) – Firenze, 30 ago – Via il tumore alla prostata einsieme protesi al pene. E’ il rivoluzionario interventochirurgico sperimentato con successo all’ospedale SantissimaAnnunziata di Firenze da un’equipe guidata dal professorRiccardo Bartoletti, urologo dell’Ateneo fiorentino.

Mentre e’ stato asportato il tumore che aveva aggredito inmaniera estesa la prostata – la ghiandola capace di produrreed emettere il liquido seminale – di un uomo di 60 anni, glisono stati impiantati un serbatoio, una pompetta e duecilindri in silicone rivestiti da uno strato antibiotico chefanno da corpo cavernoso in grado di permettere all’uomo diavere erezioni e una vita sessuale normale. E tutto questo inlaparoscopia, con appena 5 forellini addominali, necessarianche solo per l’intervento base alla prostata, ed uno alivello dello scroto, che a 28 giorni dall’intervento nonmostrano nemmeno una cicatrice.

Il buon risultato dell’operazione, finora giudicatadifficilmente praticabile e densa di controindicazioni, haindotto gli urologi fiorentini a ripeterla su due pazientipiu’ giovani e a programmarne altre 2 nelle prossimesettimane. A un mese circa dagli interventi, due dei trepazienti erano completamente continenti e in grado di avereuna sessualita’ come prima dell’operazione, e solo uno e’ancora sotto controllo dei medici in attesa della completaguarigione.

”L’assoluta novita’ dell’intervento – dice il professorRiccardo Bartoletti dell’Universita’ di Firenze – e’ datadalla simultaneita’ dell’asportazione del tumore conl’impianto di tutte le componenti della protesi che agiscemeccanicamente proprio come una pompa idraulica. Finorainfatti nel 50% dei casi di prostatectomia in cui non e’possibile conservare i fasci nervosi essenziali per ilmeccanismo dell’erezione, una protesi peniena venivaimpiantata solo dopo 2-3 anni dalla rimozione del tumore,limitando solo in qualche caso la sistemazione incontemporanea del serbatoio nell’addome vicino alla vescica.

La rinuncia ad un intervento unico che affrontasse in unasola soluzione tutte le problematiche era motivataprincipalmente dall’estrema sofisticazione della metodica edal forte rischio di complicazioni infettive che avrebbe resonecessario rimuovere la protesi peniena”.

afe/mau

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su