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Mercoledì 28 agosto 2013 - 12:18

Papa: don Cescon, telefonate gesti attenzione. Chiesa sia vicina a gente

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 28 ago – ”Pronto sonoBergoglio. Il Papa. Chi? Il Papa? Impossibile. Ed invece si’.

Puo’ un Papa ridurre la sua missione ad un fatto normale? Unatelefonata? Per abbracciare una signora violentata: non seisola”. Lo scrive don Bruno Cescon, in un editoriale del Sir,commentando le telefonate che il pontefice ha fatto negliultimi tempi e che sono venute alla ribalta della stampa. Papa Francesco ”non puo’, per ovvie ragioni aprire iportoni del Vaticano, puo’ pero’ telefonare. Anche senzaintermediari. Un cellulare permette connessioni dirette”.

Certo, ”la telefonata ad Alejandra, che gli ha scritto unamail, non chiude la ferita della violenza. Le restituisceconsiderazione, stima da tutta la Chiesa che il Paparappresenta. Le ridona una relazione rispettosa ed affettuosaspezzata dall’oltraggio”. Questa, come le altre telefonate, e’, secondo don Cescon,”un gesto di attenzione. E l’attenzione e’ ascolto, e’ amoreche accarezza con lo sguardo il volto degli altri. Altri chenon sono un esso, un lei, una funzione, un compito, unamacchina da lavoro ma una persona”. Cosi’, conclude don Cescon, ”Francesco traccia una linea,indica una strada da percorrere alla Chiesa e a chi guida egoverna. La comunita’ ecclesiale e’ tale perche’ e’ vicinaalla gente. E’ fatta di persone in carne ed ossa. Stadispersa sul territorio. La Chiesa e’ tra le case, la’ dovevi e’ il bisogno”. dab/mau/rl

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