Header Top
Logo
Domenica 26 Marzo 2017

Logo
Corpo Pagina
Breadcrumbs
  • Home
  • Cronaca
  • Trieste/Cultura: civica benemerenza a Boris Pahor, scrittore centenario

colonna Sinistra
Giovedì 22 agosto 2013 - 10:50

Trieste/Cultura: civica benemerenza a Boris Pahor, scrittore centenario

(ASCA – Trieste, 22 ago – Domani il sindaco di triesteRoberto Cosolini conferira’, nel corso di una solennecerimonia, la Civica Benemerenza del Comune a Boris Pahor.

Pahor, scrittore triestino di lingua slovena che tra pochigiorni compie un secolo di vita, nato a Trieste il 26 agosto1913, e’ uno dei piu’ grandi interpreti letterari viventi delnostro Paese, piu’ volte candidato al Nobel per laLetteratura, e rappresenta un ulteriore esempio dellatradizione culturale giuliana del Novecento, di cui fannoparte numerosi autori di livello nazionale e internazionale.

Ha vissuto e raccontato le tragedie dell’Europa durante ilSecolo breve: perseguitato dai fascisti, arrestato etorturato dai nazisti, deportato nei campi di concentramentodi Dachau, Natzweiler-Struthof, Dora Mittelbau, Harzungen eBergen Belsen, e, inoltre, ancora bambino, nel 1920,assistette con la sorella Evelina all’incendio fascista delNarodni dom e in un’intervista del 2010 ebbe a spiegare laviolenza subita con queste parole: ”…In seguito i fascistimi avrebbero rubato la gioventu’. Eravamo sloveni, citrattavano da schiavi, ignoranti. I fascisti svaligiarono lenostre biblioteche, distrussero i nostri libri, annientaronola nostra lingua. Dovevamo diventare italiani perforza…”.

Boris Pahor ha testimoniato nella sua opera gli orrori delpassato, quelli del fascismo soprattutto nella silloge”Grmada v pristanu”(Il rogo nel porto) e nel romanzo”Parnik trobi nji” (Qui e’ proibito parlare), quelli delnazismo in particolare in ”Necropoli”, opera -quest’ultima-pubblicata in numerose lingue, dove ha saputo dare voce acoloro che non sono tornati, agli umiliati e offesi, tra cuianche all’irredentista e antifascista triestino GabrieleFoschiatti, suo compagno di lager. La sua condanna delle tragedie subite non e’ mai unacondanna delle nazioni o dei popoli, ma, invece, sempre unacondanna dei totalitarismi e delle dittature, fortementedeterminata da un lucido desiderio di verita’, e che la suaparola non ha mai cercato di assecondare alcuna ideologia oconvenienza politica, come comprovato anche dalla suaamicizia con Edvard Kocbek, figura di spicco nel contestoletterario e politico sloveno di fede cattolico-sociale, dicui condivise e pubblico’ a Trieste nel 1975 la denunciadegli eccidi del Dopoguerra ed ebbe come conseguenza, tral’altro, un pesante ostracismo letterario come pure ildivieto di accesso in Jugoslavia per due volte e per lunghiperiodi. fdm/mau

CONDIVIDI SU:





articoli correlati
ARTICOLI CORRELATI:
Contenuti sponsorizzati
Barra destra
Torna su