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Lunedì 12 agosto 2013 - 20:12

Salute: Alto Adige, 374 strutture socioassistenziali. Occupati 92% posti

(ASCA) – Bolzano, 12 ago – In Alto Adige a fine 2012 sonopresenti 374 strutture socio-assistenziali, con una capacita’ricettiva di 9.414 posti (siano essi letti in presidiresidenziali o semplici ”posti” in presidi nonresidenziali); i posti occupati sono 8.700, ovvero il 92,4%della capacita’. E’ quanto rivela l’Istituto provinciale distatistica – ASTAT che diffonde anche per il 2012 ilfascicolo ”Presidi socio-assistenziali in cifre”. Nellibretto viene illustrata l’offerta di assistenza sociale inAlto Adige. Le tabelle ed i grafici forniscono informazionisui vari assistiti: infanzia, minori, anziani, persone condisabilita’, affetti da dipendenze, persone in difficolta’.

Le strutture sono ben distribuite sul territorio, vistal’omogeneita’ del rapporto di posti per 1.000 abitanti (18,4il valore medio provinciale), con l’eccezione del capoluogo,dove si registra un rapporto quasi doppio (28,5 ogni 1.000abitanti) e dove peraltro si ha una dimensione media dellestrutture superiore: 30,8 posti. Questi sono segnali di untipo di servizio offerto in parte diverso e della natura”sovracomprensoriale” di alcune tipologie di presidiopresenti nel capoluogo.

Quasi meta’ (48,3% dei posti occupati) del servizioerogato e’ costituito dal settore degli anziani, dove si notaanche il maggior numero di persone non-accolte per mancanzadi posti: 392 nell’anno.

Nel 63,4% dei casi il titolare del presidio e’ un entepubblico; sono anche diffuse le istituzioni non-profit(29,4%).

Il settore Infanzia presenta fortissime disomogeneita’territoriali, con un utilizzo molto alto da parte dei bambinidel capoluogo e, secondariamente, nel Burgraviato e nellaBassa Atesina. Ne consegue un valore molto elevato nell’usodella lingua italiana (51,7%). Il 14,1% di bambini che usanouna lingua straniera e’ poi conseguenza dell’alta fecondita’di una parte della popolazione immigrata.MINORI: la causapiu’ frequente di ammissione dell’assistito e’ la difficolta’educativa dei genitori, anche se meta’ degli utenti rientrain famiglia a fine periodo: il 41,4% dei minori rimaneall’interno della struttura per un periodo di un solo anno omeno, ma uno su cinque ha un periodo di permanenza di oltre i3 anni.

Quello degli anziani e’ il settore col maggior numero diutenti ed e’ costituito soprattutto da case di riposo, maanche da centri di degenza e da centri diurni. Notevole e’ ildato di flusso dove, in questo settore, il numero delledimissioni e quello dei decessi si equivalgono. L’utilizzodelle strutture e’ del 98%, quindi un’incidenza dei postidisponibili strettamente frizionale; tale utilizzo e’peraltro ben distribuito sul territorio. L’ammissione e’quasi sempre a seguito di problemi sanitari e di assistenza.

Su 1.121 dimessi nel 2012, 801 sono rientrati in famigliaed altri 222 sono stati trasferiti ad altra struttura. Il25,6% degli assistiti ha tra tra 85 e 89 anni, la classe dieta’ piu’ diffusa, ma si ha anche un 5,9% di persone di menodi 65 anni: fenomeno tipico dei centri minori dove la casa diriposo, unica struttura in zona, accoglie anche tipologie diutenza parzialmente disomogenee.

Le tipologie di struttura del settore disabili sono molte,anche se oltre meta’ della capacita’ ricettiva e’ costituitada laboratori protetti.

L”’uscita” piu’ frequente per questo tipo di assistiti e’il trasferimento ad altra struttura, poiche’ l’86,2% diqueste persone non e’ autosufficiente.

Quanto al disagio psichico, questo settore persegueprincipalmente obiettivi di riabilitazione lavorativa. Lo sievince dal tipo di strutture proposte (per il 58,9% l’offertae’ di riabilitazione), come dai motivi delle ammissioni(58,6% di training lavorativo). 29,2% delle dimissionitestimonia un concreto progresso delle condizionidell’assistito: inserimento in azienda, progettod’inserimento lavorativo, raggiunta autonomia o raggiuntiobiettivi. L’81,0% di queste persone e’ comunqueautosufficiente.

Notevoli i flussi che caratterizzano il settoredell’esclusione sociale: i 760 posti hanno registrato nelcorso dell’anno valori attorno 1200 unita’ sia in entrata chein uscita. Gli assistiti (queste strutture sonol’osservatorio ideale per quanto riguarda l’universo dei”senza dimora”) sono in netta maggioranza di sesso maschile(86,6%) e per oltre meta’ (52,6%) appartengono alle eta’centrali tra i 25 ed i 44 anni; piu’ di 2 persone su 3(67,7%) proviene dall’estero: ne consegue che le lingue d’usoin questi presidi sono principalmente l’italiano (44,4%)oppure una lingua diversa dalle tre lingue ufficialidell’Alto Adige (45,2%).

Nel complesso i consultori hanno effettuato prestazioni a10.865 utenti: nell’88,8% dei casi verso persone adulte e peril 77,0% a donne. red/mpd

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