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Lunedì 12 agosto 2013 - 19:01

Roma: Garante Infanzia, morte 14enne colpa di tutti noi. Legge non basta

(ASCA) – Roma, 12 ago – ”Se un ragazzo deve nascondersi, e’perche’ gli altri in silenzio glielo chiedono: e’ quanto hopensato leggendo la notizia del quattordicenne che si e’ammazzato nella notte fra il 7 e l’8 agosto. Perche’ eragay.

E si vergognava di esserlo. Non se la sentiva di dirlo ne’ aigenitori, ne’ agli amici”: il Garante per l’infanzia el’adolescenza Vincenzo Spadafora sposta l’asse del problemasu di ”noi”. Dice: ”E’ l’ennesima prova di come ci siaun’omofobia spalmata a tutte le eta’ e ceti sociali. E ci siapoco ascolto e accettazione per qualsiasi tipo diversita’,che sia di colore della pelle – vedi le offese al ministroKyenge – o di gusti sessuali. E’ come ‘noi’ ci stiamocomportando che non va. Certo, la legge sull’omofobia e’importante e urgente, e spero che a settembre vengafinalmente varata. Ma i recenti casi fanno capire che e’ amonte che si deve intervenire, e cioe’ riqualificandol’educazione, il confronto, i rapporti sociali. Penso anchealla quotidianita’ di una famiglia che ha un figlio o unafiglia omosessuale. Spesso uno o entrambi i genitori ”losanno”, l’hanno capito ma non ce la fanno ad accettarel’idea o a parlarne. Si vergognano? Hanno paura che qualcunoli colpevolizzi o e’ una verita’ con la quale non si voglionomisurare. E lasciano solo il giovane, con un problema cheproblema non dovrebbe essere”. Spadafora osserva: ”Inquesti anni si e’ lasciato alla generosita’ dei singoli laformazione di un cittadino che abbia al centro la dignita’propria e degli altri. Penso a tanti insegnanti e operatorisociali, a religiosi e laici che non hanno smesso di pensaredi plasmare buoni cittadini, tolleranti, corretti. Ma come sie’ trattata la scuola in questi ultimi decenni? Cosa hannofatto e stanno facendo i politici per sviluppare eincentivare valori che gli italiani hanno sempre avuto? Lagenerosita’, l’accoglienza, il confronto…Io appartengo allagenerazione dei quarantenni. Bene, dai miei coetanei politicie dai piu’ giovani mi aspetto novita’, pensieri aperti,visioni non dogmatiche”. Le punizioni di un’ipotetica leggenon bastano, secondo il Garante dell’infanzia edell’adolescenza, perche’ e’ una cultura dell’altro che devepassare: ”Populismo, pregiudizi, stereotipi sparsi magariper avere una manciata di voti, ci stanno rovinando.

Occupandomi da anni di minori sono stanco di vederli semprepiu’ trasparenti, non considerati: meno fondi, meno struttureeducative, meno cultura genitoriale. E’ inutile incolpare isocial network, perche’ quelli sono solo amplificatoripericolosi di parole e pensieri che si sentono spesso gia’nelle nostre famiglie, a scuole, in giro. Il ragazzo che sivergognava di essere gay era solo. Solo con i nostripregiudizi”. Spadafora rincara: ”Non facciamo i sepolcri imbiancatipensando che una legge, con relative punizioni, eliminiqualcosa che solo una profonda opera di ”civilizzazione”puo’ fare. Ed e’ per quella che nei prossimi mesi miimpegnero’ chiamando in causa le istituzioni. La Chiesa, chesul tema dell’omosessualita’ e’ stata latitante etentennante, ha oggi in Papa Francesco una figura”rivoluzionaria” profondamente innovativa. Come hadimostrato il viaggio pontificio in Brasile, papa Francescoha capito che i giovani hanno bisogno di ascolto e di paroledi verita’. E fra le molte da lui pronunciate c’e’ quellafrase che per me e’ un monito: ”Chi sono io pergiudicare?””. com-mpd

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