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Giovedì 25 luglio 2013 - 12:53

Demanio: Sindacati, oltre 250 imprese balneari a rischio chiusura

(ASCA) – Roma, 25 lug – Oltre 250 imprese dell’indottobalneare (non solo stabilimenti ma anche ristoranti, alberghie campeggi) sono a rischio chiusura: per molte aziende,infatti, sono gia’ stati avviati i provvedimenti di decadenzadel titolo e di qui a poco dovranno chiudere i battenti inquanto non in grado di pagare canoni spropositati. ”Abbiamodavvero sperato che, cosi’ come si era stato concordato loscorso 11 luglio al tavolo del governo, il decreto ‘del fare’contenesse un provvedimento di moratoria che sospendessetutte le procedure in corso per coloro che, a causa di canonidemaniali insostenibili relativi alle pertinenze demaniali,si vedono mettere a rischio sia le imprese che il propriolavoro e quello dei dipendenti”. Cosi’ in una nota isindacati di categoria Sib – Fipe/Confcommercio, Fiba -Confesercenti e Cna – Balneatori, commentano la notizia delleimprese balneari a rischio chiusura.

”In queste ore molti imprenditori stanno esprimendo tuttala propria amarezza per l’occasione persa e rinnovano ladisperazione di chi rischia di vedere mandare in fumo impresesino a poco tempo fa solide che davano occupazione e sviluppodell’economia territoriale”, dicono dai sindacati dicategoria, aggiungendo che ”hanno sorpreso non poco lemotivazioni addotte che riguardano la mancata coperturaeconomica che invece doveva arrivare dal Governo”.

Secondo le organizzazioni sindacali non e’ necessarianessuna copertura in quanto si tratta di una moratoria inattesa di trovare, ancora in questo esercizio finanziario, lasoluzione normativa.

Se e’ vero che sia il Governo che le forze politichecondividono la necessita’ di fare questo provvedimento dimoratoria, i sindacati chiedono che non si perda ulterioretempo e che lo si faccia al Senato, quando sara’ chiamato asua volta ad approvare il decreto ‘del fare’, oppure con unodei tanti provvedimenti economici in corso di approvazione,cosi’ da togliere da un rischio letale e immediato tanteimprese. Infine, ribadiscono in modo inequivocabile che ”none’ tollerabile che per inerzia si lascino andare alladistruzione tante imprese e sono fermamente determinati adifendere il lavoro e l’avvenire di questi colleghi”.

red/res

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