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Mercoledì 17 luglio 2013 - 20:02

Salute: terapia chirurgica efficace nel Parkinson avanzato

(ASCA) – Milano, 17 lug – Nei pazienti che presentano gravicomplicazioni motorie, in cui il trattamento farmacologico haperso la sua efficacia o e’ causa di reazioni avverse, e’possibile ricorrere al trattamento chirurgico. Il risultatodell’intervento dipende da una serie di fattori, primo fra iquali la selezione dei soggetti che si possono sottoporreall’operazione. Questo passaggio e’ di fondamentaleimportanza e risponde a rigorosi criteri che sono presentinelle Linee Guida sulla diagnosi e il trattamento delParkinson, pubblicate da Limpe insieme all’Istituto Superioredi Sanita’. La Giornata Nazionale Parkinson, di cui Limpe eDismov-Sin costituiscono il comitato promotore, si terra’ ilprossimo 30 novembre e coinvolgera’ numerose strutture localia livello nazionale, che metteranno a disposizione neurologiesperti per offrire approfondimenti anche su questo aspettodella patologia, le cui cause ed effetti presentano atutt’oggi elementi da approfondire. Attualmente i possibilitrattamenti chirurgici disponibili rientrano in duecategorie, lesione o stimolazione cerebrale profonda (DeepBrain Stimulation, DBS), sebbene quest’ultimi siano quellipiu’ utilizzati perche’ piu’ sicuri e con minoricomplicanze.

Gli interventi di stimolazione cerebrale profonda (DBS)prevedono il posizionamento intracerebrale, tramite metodichedi neurochirurgia stereotassica, di un elettrodo in grado dierogare una specifica stimolazione elettrica all’interno diuna specifica area del cervello, implicata nella genesi deisintomi parkinsoniani. La DBS viene di solito proposta apazienti che, pur avendo una buona risposta ai farmaci,presentano fasi di blocco motorio invalidanti e/o gravimovimenti involontari; i pazienti candidati alla terapiachirurgica non devono avere gravi malattie internistiche,problemi psichiatrici di rilievo e, per quanto riguardal’eta’, sebbene non esista un limite assoluto, nei soggetticon piu’ di 70 anni e’ bene considerare l’opzione chirurgicacon cautela. Come scritto nelle Linee Guida sulla diagnosi e iltrattamento del Parkinson: ”Altre tecniche chirurgiche aoggi ancora in via di sperimentazione prevedono l’impianto dicellule staminali in determinate aree cerebrali, piu’ spessocaudato, putamen, bilaterale, striato e zona ventricolaresublaterale. I tipi di trapianto piu’ studiati sono a oggi,il trapianto autologo di staminali mesenchimali adulte diderivazione midollare e l’impianto di tessuto mesencefalicoembrionale o neuroni dopaminergici embrionali”. Sempre nelleLinee Guida si sottolinea che: ”In termini di Sanita’Pubblica attualmente non esiste pero’ alcun trattamento concellule staminali raccomandato per i pazienti con malattia diParkinson”.

red/mpd

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