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Mercoledì 17 luglio 2013 - 15:28

Poverta’:Federanziani,ignorati e umiliati ma maggiori finanziatori Paese

(ASCA) – Roma, 17 lug – ”Gli anziani italiani sono semprepiu’ poveri, ignorati e umiliati, ma continuano loro malgradoad essere i maggiori finanziatori dello Stato con 37 miliardidi euro”. E’ il commento del Presidente di FederAnzianiRoberto Messina di fronte ai dati allarmanti diffusi oggidall’Istat sulla poverta’ in Italia. ”Bistrattati dagliospedali, penalizzati dalle pensioni e tartassati dalloStato, gli anziani italiani continuano ad essere, ancora dipiu’ in tempo di crisi, la colonna portante delle lorofamiglie e il principale bacino a cui attinge lo Stato permantenersi”.

”Ai dati dell’Istat, che pure fotografano uno scenariodrammatico,” prosegue Messina ”occorre infatti aggiungerealtri numeri che consentono di capire ancora meglio i motividi questa poverta’. Primo fra tutti l’insostituibilecontributo degli anziani alle famiglie dei loro figli. Se daun lato infatti, come evidenzia l’Istat, la poverta’ colpiscesempre di piu’ le famiglie con uno o piu’ minori a carico,dall’altro e’ vero che in loro aiuto sono sempre pronti acorrere i nonni: gli anziani italiani contribuiscono ognianno con la messa in campo di circa 4 miliardi di euro dalleloro pensioni per sostenere figli e nipoti. A questa somma siaggiunge una quantita’ di denaro enorme non circolante,corrispondente alle ore di lavoro non retribuito spesenell’attivita’ di baby sitting ai nipoti. Una cifra stimabilein altri 24 miliardi di euro, se tali ore di lavoro fosseroretribuite a una tariffa di 7 euro l’ora. Senza contare lespese, che e’ invece opportuno aggiungere, per l’acquisto digelati, pannolini, vestitini, giocattoli, libri e vacanze peri nipoti”.

”C’e’ poi il contributo che gli anziani dannoall’economia nazionale con i loro consumi” aggiunge Messina”basti pensare a un settore come quello del turismo dove idati del Centro Studi SIC Sanita’ in cifre di FederAnzianievidenziano una progressiva crescita d’interessa da partedella terza eta’: oggi gli anziani sono circa il 22% dei 23milioni di turisti italiani, il consumo annuale di turismo daparte degli anziani e’ pari a oltre 6 milioni di settimane divacanza, per un valore totale di 3 miliardi di euro. Aiviaggi vanno aggiunti i consumi culturali, con le circa 24milioni di visite ai musei che portano nelle casse di questiultimi circa 96 milioni di euro”.

”A fronte di questo sostegno straordinario all’economia ealle famiglie italiane” conclude Messina ”si registra,purtroppo, un contributo ”di sangue’ che gli anziani sonocostretti sempre piu’ a versare, quello per le cure. Uncontributo cosi’ pesante, che sempre piu’ spesso gli anzianinon sono piu’ in grado di pagare: per molti anziani ormaicurarsi e’ diventato un lusso. Il fatturato dell’industriafarmaceutica totale in Italia supera di poco i 19 miliardi dieuro. Ebbene il 63,2% e’ ”consumato’, in termini diassunzioni di farmaci, dagli anziani, e di questi 19 miliardidi euro solo 11 sono a carico del Ssn. Degli 8 miliardi dieuro restanti, gli anziani ne acquistano di tasca loro perquasi 5 miliardi di euro in contanti. Invece, degli 11 acarico dello Stato, almeno 600 milioni di euro sono inrealta’ a carico dei cittadini tra ticket, aumenti o acquistisenza ricetta. Fino a che punto lo Stato potra’ continuare aspremere gli anziani e a vivere sulle loro spalle? Oggi idati Istat gettano allarme: attendiamo ora risposte immediatedai decisori per evitare di ritrovarci fra un anno con numeriancora piu’ inesorabili. Gli anziani non possonoattendere”.

red/mpd

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