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Mercoledì 17 luglio 2013 - 20:06

Fumo: sigaretta elettronica, ‘tanto vapore per nulla?’

(ASCA) – Roma, 17 lug – Maschio, ex fumatore, trentanovenne.

Sono questi i tratti del consumatore abituale di sigaretteelettroniche in Italia. A tratteggiarli, una ricerca condottadall’associazione I-Think dal titolo ”Tanto vapore pernulla? Il punto sulla sigaretta elettronica”, nella qualevengono presi in rassegna i principali studi scientifici, ledisposizioni normative e i numeri relativi alla diffusionedella e-cig in Italia e nel mondo. Una ricerca che intendestimolare il dibattito e offrire il proprio contributo versoun percorso normativo che regolamenti la crescente diffusionedelle sigarette elettroniche nate in Cina nel 2003 edistribuite in Europa a partire dal 2006.

In Italia, secondo l’ANaFe, l’Associazione nazionale fumoelettronico, i fumatori di sigarette elettroniche sono circaun milione, per lo piu’ giovani, che ricorrono alla e-cig inmedia 9 volte al giorno. E il loro numero e’ in costantecrescita: nel 2010, infatti, sono state vendute 750 milasigarette elettroniche, per poi passare a un totale di 2,5milioni nel 2011 e a 3,5 milioni nel 2012. Numeri sui qualiha influito anche la maggiore convenienza economica: per unfumatore medio la spesa annuale e’ di 350 euro per le e-cigcontro i 1.460 euro per le sigarette tradizionali. In pochianni si e’ cosi’ sviluppato un nuovo mercato che conta oggi1.500 punti vendita (entro la fine del 2013 potrebberodiventare 4 mila), un fatturato che nel solo 2012 haraggiunto i 350 milioni di euro. Un settore che, trastrutture commerciali e produzione diretta, da’ lavoro a 4mila persone. Mentre a livello globale, il mercato dellasigaretta elettronica raggiunge il miliardo e mezzo di euro.

Tra nicotina e aromi, secondo un’indagine Doxa-ISS-IstitutoMario Negri, i consumatori di sigarette elettroniche, siaabituali che occasionali, preferiscono in netta prevalenza lee-cig a base di nicotina (il 69,1% dei fumatori occasionali,il 93% di quelli abituali). Mentre sugli effetti che la e-cigha avuto in Italia sul consumo di sigarette convenzionali, il44,4% dei consumatori ha diminuito leggermente il numero disigarette fumate, il 22,9% lo ha diminuito drasticamente, il22,1% non ha modificato il proprio comportamento e il 10,6%ha smesso del tutto.

Dati che confermano l’urgenza di approfondire gli effettisulla salute della sigaretta elettronica e la sua validita’come terapia per smettere di fumare. Questi i nodi dellaricerca condotta da I-Think, che prende in rassegna lediverse posizioni assunte a livello internazionale sia dalpunto di vista scientifico che normativo, non ancoraconcordanti nell’assimilare le e-cig a un prodottofarmaceutico o a un prodotto del tabacco. Una situazionedelicata e complessa che nasce dall’assenza di trial clinicicontrollati, indipendenti e di grandi dimensioni, relativiagli effetti sul lungo termine delle sigarette elettroniche.

In particolare, dal punto di vista scientifico in Italia,sono stati condotti diversi studi e altri sono attualmente invia di svolgimento, tra i quali quelli dell’Universita’ diCatania e dell’Istituto Europeo di Oncologia sull’uso dellasigaretta elettronica per la disassuefazione. Mentre, perquanto riguarda il mercato, nel nostro paese e’ totalmenteliberalizzato, con obbligo del marchio CE con pericolosita’riconosciuta solo per le sigarette contenenti nicotina edivieto per i minori di diciotto anni – pertanto nelle scuole- oltre a essere sconsigliate alle donne in gravidanza e aquelle che allattano.

Da qui la necessita’, secondo I-Think, di predisporre unaproposta di legge ad hoc che promuova trial clinici, rigidistandard di produzione, distribuzione e di informazione,lotta al contrabbando, controllo sulle strategiepubblicitarie, divieto per i minori e sensibilizzazione suicorretti stili di vita.

red/mpd

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