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Mercoledì 17 luglio 2013 - 12:35

Fonsai: Pm, Isvap ha agito con ritardo

(ASCA) – Torino, 17 lug – Di fronte alla manipolazione deidati di bilancio del gruppo Fondiaria-Sai l’istituto divigilanza Isvap ha reagito ”con un certo ritardo”. E’questa l’opinione del procuratore aggiunto Vittorio Nessi cheassieme al sostituto procuratore Marco Gianoglio conduce leindagini sul falso in bilancio che ha portato oggi allaesecuzione di 7 provvedimenti cautelari di cui 4 neiconfronti della famiglia Ligresti. ”Non e’ che non sia statofatto nulla – ha precisato Nessi – ma il sistema ha reagitocon una certa lentezza”.

Nel corso della conferenza stampa di questa mattina,condotta insieme al comandante provinciale della Guardia diFinanza gen. Giuseppe Gerli, a cui hanno fatto capo leoperazioni di oggi, e’ anche emerso che il danno patrimonialederivato dalle disinvolte operazioni sulle voci di bilancio,e’ di 300 milioni di euro di deprezzamento del titolo.

Nessi ha aggiunto, a proposito dei provvedimenti cautelariemessi oggi, che esisteva il pericolo di fuga, il pericolo direiterazione di reato in capo ad altre societa’ del gruppoLigresti (Fonsai e’ passata al gruppo Unipol, ndr) e diinquinamento delle prove. A proposito del pericolo di fuga haanche aggiunto che Paolo Ligresti, residente a Lugano,avrebbe fatto resistenza al rientrare in Italia. ”Ci sono leconvenzioni internazionali – ha detto Nessi – con lapossibilita’ di trovare soluzioni ragionevoli”.

Nessi ha anche sottolineato che ad oggi non e’ consentitoun sequestro civilistico dei beni fino al rinvio a giudizio.

”Si sta valutando invece la possibilita’ di operare unsequestro per equivalente finalizzato alla confisca. Unprofilo doveroso che deve essere valutato”.

Secondo gli inquirenti la falsificazione del bilancioFonsai del 2010, approvato l’anno successivo, avrebbeprocurato un grave danno ad almeno 12 mila risparmiatori. Pargarantire liquidita’ e dividendi ai maggiori azionisti, cioe’la famiglia Ligresti, sarebbe stato occultato un buco nellariserva sinistri di circa 600 milioni di euro. Unasottovalutazione costante che ha consentito, secondo i pm,dal 2002 al 2009, la distribuzione di utili per 253 milionidi euro alla Premafin, holding della famiglia Ligresti,laddove, invece, si sarebbero dovute registrare delleperdite.

Nei prossimi giorni il Gip fissera’ gli interrogatori digaranzia. A quanto si e’ appreso, Giulia Maria Ligresti e’detenuta presso il carcere di Vercelli, mentre Jonella e’ nelcarcere di Cagliari ed Emanuele Erbetta e’ detenuto aNovara.

eg/sam/

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