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Mercoledì 17 luglio 2013 - 16:53

Ambiente: report ISPRA, piu’ boschi, meno CO2 ma citta’ a rischio smog

(ASCA) – Roma, 17 lug – Ambiente in bianco e nero nel BelPaese: diminuiscono le emissioni e cresce la superficieboscata ma nelle citta’ si continuano a sforare i livelli diinquinanti, tra cui PM10 e benzo(a)pirene. E oltre 6 milionidi italiani vivono in zone a rischio alluvione. E’ la fotografia scattata dall’Annuario dei Datiambientali ISPRA 2012, presentato oggi a Roma. Buone notizie per quanto riguarda i preziosi ”polmoniverdi” del nostro Paese: si attesta al 36%, nel 2010, ilcoefficiente di boscosita’, ben piu’ alto di quel 28,8%registrato nel 1985. Un contributo importante alla crescitadella superficie boscata e’ dato dall’espansione delleforeste sulle aree abbandonate dall’agricoltura. Fenomeno,questo, condizionato dalla crisi del settore agricolo e dallepolitiche comunitarie. La principale minaccia e’ oggi ancorarappresentata dagli incendi, il 72% dei quali, nel 2011, e’risultato essere di natura dolosa, il 14% colposa e ilrestante 14% di natura dubbia.

Rimane tuttavia pesante la pressione esercitatasull’ambiente dalle attivita’ industriali: continuano apreoccupare, infatti, gli effetti negativi sulla salutedell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza disostanze pericolose nel suolo, nel sottosuolo, nei sedimentie nelle acque sotterranee.

Rilasciati, nel 2012, 13 provvedimenti di AIA(Autorizzazione Integrata Ambientale): 1 raffineria, 3centrali termoelettriche e 9 impianti chimici. Negli anni, ilricorso a questo provvedimento e’ fortemente cresciuto: gliimpianti vigilati sono passati da 25 nel 2009 a 140 nel 2012,mentre quelli ispezionati da 5 nel 2009 a 76 nel 2012.

Le stime provvisorie di emissioni di gas serra per il 2012(aggiornate al 30 giugno 2013), pari a 464,55 milioni ditonnellate di CO2 equivalente, evidenziano un’ulteriorediminuzione del 5% rispetto al 2011, per il perdurare dellacongiuntura economica negativa, mostrando una riduzionecomplessiva rispetto al 1990 del 10,5%. La distanzadall’obiettivo del Protocollo di Kyoto si assottiglia sempredi piu’, tanto da consentire all’Italia di arrivare altraguardo con uno sforzo limitato, attraverso l’utilizzo deicrediti consentiti dai meccanismi del Protocollo stesso e deicrediti derivanti dalle attivita’ forestali.

Un elemento nuovo fornito dal Rapporto quest’anno e’ iltema ”Pollini”, con l’inserimento di dati circa la stagionepollinica e l’indice pollinico allergenico. I valoridell’Italia centrale, tendenzialmente sopra la media,risentono della forte presenza di cupressaceae che nedeterminano anche i picchi di Firenze, Perugia e Castel diLama; i valori del Nord sono, invece, piu’ condizionati daipollini di urticaceae e, nell’Arco prealpino, dalla spiccatabiodiversita’. La componente aerobiologica diventaparticolarmente importante per la corretta valutazione dellaqualita’ dell’aria soprattutto nelle aree metropolitane, dovesi registrano dati stazionari per quanto riguarda biossido diazoto e benzene ma cifre insoddisfacenti per quanto riguardail PM10, il cui valore limite giornaliero e’ stato superatonel 48% delle stazioni di monitoraggio. Ozono oltre i limiti(obiettivo a lungo termine) nel 92% delle stazioni, mentrenel 20% di esse si e’ rilevato un superamento dei limitiannuali consentiti di biossido di azoto. Preoccupante il datorelativo al benzo(a)pirene i cui livelli, seppur misurati inun numero ancora troppo limitato di stazioni di monitoraggio(69), superano i valori consentiti nel 20% dei casi.

mpd

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