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Venerdì 12 luglio 2013 - 12:08

Venezia: 14 arresti e 100 indagati per lavori Mose e …(1 upd)

(ASCA) – Venezia, 12 lug – Sette arresti domiciliari ealtrettanti obblighi di dimora, un centinaio di indagati,oltre 140 perquisizioni in numerosi regioni italiane. Sono leprime conclusioni dell’operazione della Guardia di finanzasul Consorzio Venezia Nuova, che attraverso numerose impresee cooperative gestisce gli interventi di salvaguardia diVenezia, fra i quali il Mose. Le accuse vanno dalla turbativad’asta alle fatture false, fino agli appalti non regolari.

Il Mose e’ gia’ finanziato per 4.934 milioni di euro, neigiorni scorsi sono state posizionate le prime quattroparatoie. L’opera verra’ conclusa prevedibilmente nel 2016.

Il costo totale e’ di 5.493 milioni di euro.

Nello specifico – informa una nota della Guardia difinanza – l’operazione, che vede impegnati circa 500 agenti,e’ in corso in Veneto, Lombardia, Friuli – Venezia Giulia,Emilia Romagna, Toscana, Lazio e Campania.

Tra le sette persone agli arresti domiciliari vi e’ ancheGiovanni Mazzacurati, gia’ presidente e direttore Generaledel Consorzio Venezia Nuova, dimessosi lo scorso 28 giugno.

Sono, inoltre, in corso oltre 140 perquisizioni neiconfronti delle societa’ del consorzio e di altri indagati.

Le indagini, che hanno preso le mosse da una verificafiscale svolta nei confronti della Cooperativa San Martinos.c.a.r.l. di Chioggia, hanno permesso ai finanzieri diaccertare l’utilizzo di una societa’ ”cartiera” austriaca,mediante la quale veniva fatto lievitare fittiziamente ilcosto di acquisto delle palancole e dei sassi da annegamentoprovenienti da una societa’ croata, cosi’ da creare inAustria dei ”fondi neri” a disposizione dei referenti dellacooperativa, arrestati stamani.

Lo sviluppo delle investigazioni, allargatesi a macchiad’olio a numerose altre societa’ del consorzio, ha fattoemergere il ruolo dominante e discrezionale del ConsorzioVenezia Nuova (e, in primis, del suo Presidente), ruolo chegli permette di agevolare alcune imprese a scapito di altre.

E’ stato dunque individuato il ruolo centrale, nelmeccanismo di distorsione del regolare andamento degliappalti, di Giovanni Mazzacurati, che predeterminava laspartizione delle gare allo scopo di garantire il monopoliodi alcune imprese sul territorio veneto, di ”tacitare” igruppi economici minori con il denaro pubblico proveniente daaltre Pubbliche amministrazioni e quindi di conservare afavore delle imprese ”maggiori” il fiume di soldi pubblicidestinato al Consorzio Venezia Nuova.

fdm/stt

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