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Giovedì 11 luglio 2013 - 20:53

Sanita’: sciopero il 22 luglio, medici scrivono a ministro Lorenzin

(ASCA) – Roma, 11 lug – Una attenzione particolare ed uncontributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzopossibile soluzioni che arrestino la deriva regressiva delsistema sanitario. Questa la richiesta che i dirigentimedici, veterinari, sanitari, tecnici, amministrativi, eprofessionali del Servizio Sanitario Nazionale e i medici informazione specialistica, nel confermare lo scioperonazionale del 22 luglio prossimo, hanno indirizzato alMinistro della salute in una lettera aperta spedita oggi.

”I provvedimenti legislativi ed economici che a piu’riprese hanno interessato la sanita’ italiana in questiultimi anni, fondati essenzialmente su tagli lineari dellaspesa sanitaria – vi si legge – hanno provocato pesantiripercussioni sul sistema dell’offerta dei servizi,minacciando l’erogazione stessa dei livelli essenziali diassistenza. Questi stessi provvedimenti, sommati al ritardoo addirittura all’assenza di iniziative legislative chedefiniscano la materia della responsabilita’ professionale edella tutela assicurativa e che segnino una via di uscita aldramma del precariato, hanno provocato un gravedeterioramento delle condizioni di lavoro del personalemedico e sanitario che si traduce in milioni di ore distraordinario non pagato, nel taglio indiscriminato distrutture semplici e complesse, con limitazione dellaprogressione di carriera, nell’incremento del numero deicontratti atipici e nel ricorso alla medicina difensiva”.

Sottolineano i medici: ”Il risultato ultimo di questepolitiche regressive e’ da una parte un sempre maggior numerodi cittadini che rinunciano alle cure o sono costretti ad unmassiccio ricorso alla sanita’ privata e dall’altra uncrescente disagio del personale sanitario che e’ lasciatosolo ad affrontare la domanda di salute dei cittadini”,denunciando come ”ancora una volta la crisi economicadiventi un alibi per una fuga dalle responsabilita’ di unconfronto che sia allo stesso tempo strumento di cambiamentoe di recupero di ruolo e prerogative sindacali”. Al ministroi camici bianchi chiedono un intervento ”nel corsodell’approvazione definitiva del Dpr, affinche’ la dirigenzadel Ssn non sia interessata dall’ulteriore blocco dellacontrattazione nazionale”.

”Con la nostra protesta – precisano – chiediamo direndere esigibili diritti ancora oggi negati e checonsideriamo essenziali al nostro lavoro: la sicurezza dellecure ed il riposo psico-fisico, una giusta e completaformazione professionale e l’adeguatezza delle dotazioniorganiche, una progressione di carriera fondata sullacompetenza professionale e sul merito al riparo dallainvadenza della politica ed una organizzazione del lavororispettosa dei tempi di vita.

Pretendiamo luoghi di lavoro, a cominciare dal Prontosoccorso, caratterizzati da dignita’, sicurezza edappropriatezza, esigiamo la fine dello sfruttamento dellavoro precario”.

”Piu’ volte Lei ha manifestato la consapevolezza dellagravita’ della condizione in cui versa il Servizio SanitarioNazionale”, ricordano, ”Le chiediamo di non ignorare lanostra protesta e sollecitiamo una attenzione particolare edun contributo a ricercare in ogni sede e con ogni sforzopossibile soluzioni che arrestino una deriva regressiva delsistema cui i dirigenti medici, veterinari, sanitari,tecnici, amministrativi, e professionali del ServizioSanitario Nazionale e i medici in formazione specialisticaper primi non si vogliono arrendere”.

red/mpd

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