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Giovedì 11 luglio 2013 - 13:22

S.Sede: mons. Mamberti, modifiche normative di ampia portata

(ASCA) – Citta’ del Vaticano, 11 lug – Le leggi approvateoggi dalla Pontificia Commissione per lo Stato della Citta’del Vaticano ”realizzano un intervento normativo di ampiaportata, richiesto in funzione del servizio che questo Stato,assolutamente peculiare ed unico nel suo genere, e’ chiamatoa svolgere a beneficio della Sede Apostolica”. E’ quantospiega il segretario per i Rapporti della Santa Sede con gliStati, mons. Dominique Mamberti che chiarisce che ”lafinalita’ originaria e fondamentale del Vaticano, consistentenel garantire la liberta’ di esercizio del ministero petrino,richiede un assetto istituzionale ed ordinamentale che semprepiu’ prescinde dall’esiguita’ del proprio territorio, perassumere una complessita’ per alcuni tratti simile a quelladegli Stati contemporanei”.

Il ‘ministro degli esteri’ vaticano fa presente, poi, chele leggi approvate oggi, ”pur senza riformare in radice ilsistema penale, lo rivedono in alcuni aspetti e lo completanoin altri, soddisfacendo una pluralita’ di esigenze”. Leggiche ”proseguono e sviluppano” l’adeguamentodell’ordinamento giuridico vaticano, ”in continuita’ conl’azione intrapresa da Papa Benedetto XVI a partire dal 2010in tema di prevenzione e contrasto del riciclaggio e delfinanziamento del terrorismo”. Dall’altro lato, le nuove leggi ”introducono anche altrefigure criminose indicate in diverse convenzioniinternazionali, gia’ ratificate dalla Santa Sede e che adessoricevono – ha spiegato Mamberti – attuazione anchenell’ordinamento interno”. ”Un titolo a parte – ha poi aggiunto il presule – e’stato anche dedicato ai delitti contro l’umanita’, tra cui ilgenocidio e gli altri crimini previsti dal dirittointernazionale consuetudinario, sulla falsariga delledisposizioni dello Statuto di Roma della Corte penaleinternazionale del 1998. Dal punto di vista sostanziale,infine, degne di nota sono ancora la revisione dei delitticontro la pubblica amministrazione, in linea con leprevisioni contenute nella Convenzione delle nazioni Unitedel 2003 contro la corruzione, nonche’ l’abolizione dellapena dell’ergastolo, sostituita con la pena della reclusioneda 30 a 35 anni”.

gc/

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