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Mercoledì 10 luglio 2013 - 17:02

Farmaceutica: da Dompe’ rivoluzionaria molecola per terapia diabete

(ASCA) – L’Aquila, 10 lug – Le isole pancreatiche, checontengono le cellule produttrici di insulina, vengonoisolate dal pancreas di un donatore e impiantate mediante unasemplice procedura di infusione nel fegato del ricevente. Unavolta in sede le isole trapiantate iniziano a produrrel’insulina. Questo il meccanismo di azione del trapianto diisole pancreatiche, una realta’ per chi soffre di diabete ditipo 1 e in particolare del cosiddetto ”diabete brittle”,ovvero diabete instabile e non controllabile con i farmaci.

Per garantire i risultati di questo approccio innovativo,tuttavia, e’ necessario proteggere le isole pancreatiche chevengono attaccate dal sistema immunitario del ricevente. Oggiquesto e’ possibile grazie a un farmaco messo a punto dairicercatori dell’azienda biofarmaceutica Dompe’ e attualmentein Fase III di sperimentazione, ultimo step prima dellacommercializzazione. Il trial clinico coinvolge 5 Paesi e 8centri in Europa e negli Usa e prevede l’arruolamento dicirca 50 pazienti, ovvero circa la meta’ di quantiannualmente vengono sottoposti, nelle geografie richiamate,all’innovativa procedura terapeutica. Il trapianto di isolepancreatiche e’ uno dei temi al centro dell’attenzione deglistudiosi riuniti a Milano per la dodicesima edizionedell’International Conference of the CTS, il Congressomondiale sulle terapie cellulari. ”Il trapianto di isolepancreatiche si e’ dimostrato efficace, ma abbiamo lanecessita’ di migliorare ancora i risultati clinici deltrattamento – spiega Lorenzo Piemonti, vicedirettore SanRaffaele Diabetes Research Institute e Direttore programmatrapianto di isole – Alcuni fattori, a partiredall’isolamento delle isole stesse, possono infatti ridurreprogressivamente la funzionalita’ delle isole trapiantate. Laricerca si concentra attualmente sulla risposta infiammatoriache si sviluppa nel paziente immediatamente dopo l’infusionedi isole e che ha un’influenza drammatica sulla sopravvivenzadelle isole stesse, riducendo del 50 per cento lafunzionalita’ nei primi sette giorni”. Il farmaco, aggiungePiemonti, ”e’ oggi in studio per valutare quanto riesce adinibire in modo specifico la risposta infiammatoria,preservando cosi’ la funzionalita’ delle isole e, dunque,migliorando l’efficacia della procedura”.

L’Italia e’ ai vertici mondiali della ricerca in questosettore. Gli ultimi dati disponibili dimostrano come nelnostro Paese (i centri che praticano il trapianto di isolesono gli Ospedali San Raffaele e Niguarda di Milano el’Ismett di Palermo) si effettuino da 18 a 22 trapiantiallogenici (da donatore) e da 10 a 14 trapianti autologhi (dasoggetto stesso). Guardando all’Europa, nel Regno Unito -dove il Nice (National Institute for Health and CareExcellence) ha gia’ dato il proprio via libera a questoapproccio terapeutico – vengono effettuati annualmente da 15a 25 trapianti allogenici, e circa 10 trapianti autologhi. InFrancia vengono effettuati mediamente 20 trapianti allogenicie solo occasionalmente (1-2 l’anno) si registrano trapiantiautologhi, cosi’ come in Germania, dove pero’ i trapiantiallogenici sono circa 10 l’anno. L’obiettivo dei ricercatori,soprattutto se il trial in corso confermera’ la possibilita’di liberare i pazienti dalla schiavitu’ dell’insulina, e’quello di allargare l’accesso a questa innovazione. red/mpd

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